Cgil su refezione scolastica, Gela: esigiamo legalità negli appalti pubblici.

Dal mese di novembre le lavoratrici  della Consorzio sociale Glicine, legato al settore della refezione scolastica per conto del comune di Gela, non percepiscono lo stipendio. Il  consorzio continua ad assumere personale diminuendo gli orari di lavori delle impiegate, e avrebbe fatto firmare alle lavoratrici un nuovo contratto di lavoro meno remunerativo e con meno diritti. Sulla questione è intervenuta la Filcams Cgil, che ha denunciato come anche le normative in termini di sicurezza non sono rispettate, infatti le lavoratrici non indossano indumenti previsti per legge, e non hanno avuto la possibilità di seguire il corso di formazione previsto per legge. Il segretario generale della Filcams Cgil, Emanuele Scicolone, ha messo in evidenza come pure manchi Hccp, un sistema di autocontrollo che ogni operatore nel settore della produzione di alimenti deve mettere in atto al fine di valutare e stimare pericoli e rischi e stabilire misure di controllo per prevenire l’insorgere di problemi igienici e sanitari. A tal proposito il sindacato invita il Sindaco di Gela a fare chiarezza in merito ai metodi di aggiudicazione degli appalti pubblici. “La politica, la burocrazia, in questo caso il presidente della gara d’appalto – ha comunicato Ignazio Giudice, segretario della Cgil –  dovrebbero prevenire le sentenze del tar per rispetto delle norme che nessuno può mettere in discussione”. Il sindacato è intervenuto a favore delle lavoratrici, intercedendo con amministrazione comunale e ditta Glicine, senza che le cose siano cambiate minimamente. “Il servizio refezione scolastica quest’anno costerà il doppio alle casse del Comune e la responsabilità è individuabile nella distrazione con la quale si è scelto di procedere. Senza il tar la politica andrebbe ancora dietro alla ditta come se ciò fosse normale.La Filcams Cgil,  ha posto il tema del blocco delle assunzioni per evitare la continua riduzione di ore al personale che di ore ne fà già poche. Si chiama scelta dignitosa e solo soggetti sociali  liberi possono fare scelte dignitose. Ovviamente noi useremo tutti gli strumenti previsti dalla legge e magari cosi scopriremo chi ha fatto pressioni, per conto di chi li ha esercitate e in quale occasione”. Ha scritto Ignazio Giudice

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