“Chagall/Missoni. Sogno e Colore” e “Naht-Blitz” arrivano proroghe: il successo lo impone.

Noto – Arriva la proroga della chiusura per “Chagall/Missoni. Sogno e colore”“Naht-Blitz”, la personale di Agostino Arrivabene, ospitate  presso il Convitto delle Arti di NotoIl successo di pubblico registrato dalle due mostre ha spinto gli organizzatori a prorogarne la chiusura fino Domenica 5 Novembre 2017.
Inaugurata il 14 aprile “Chagall/Missoni. Sogno e colore”, forte dei 25.000 biglietti venduti fino ad oggi, chiuderà la sua esperienza la prima domenica di  novembre. La mostra, a cura di Luca Missoni con la direzione artistica di Sara Pallavicini e Giovanni Lettini, è un progetto di Contemplazioni S.r.l., promosso da Fenice Company Ideas di Gianni Filippini, e vede il patrocinio della Città di Noto patrimonio dell’Umanità e bene UNESCO dal 2002, in collaborazione con la Fondazione Ottavio e Rosita Missoni.
Tra le opere esposte di Chagall un grande olio del 1960, proveniente da collezione privata, dal titolo Les Amoureux sur fond jaune; oltre 100 acqueforti dal ciclo della Bibbia; e la coloratissima e mai prima esposta serie di Litographie I, dove si ripercorre l’evoluzione della poetica di Chagall attraverso i temi più cari all’artista.

Di Missoni sono esposti gli studi cromatici e compositivi realizzati a partire dai primi anni 70, i quadri tessili e i suoi celebri Arazzi patchwork di tessuti a maglia tra i quali il più grande da lui creato. Come egli stesso descrive:

«…ogni pezzetto va osservato attentamente in quanto ha una sua storia e presi singolarmente hanno una loro vita».

(ottavio Missoni, Ragusa, 11 febbraio 1921 – Sumirago, 9 maggio 2013)

 

Sempre fino a domenica 5 novembre la Sala Volte del Convitto delle Arti di Noto ospiterà “Naht-Blitz”, la personale di Agostino Arrivabene. La mostra, a cura di Giuseppe Stagnitta, è promossa da Fenice Company Ideas in collaborazione con la Galleria Giovanni Bonelli con il patrocinio del Comune di Noto.

La pittura in Agostino Arrivabene è la sublimazione medianica di un influsso mistico, e il titolo della mostra rappresenta bene questo processo, Blitz/Lampo, termine tedesco preso in prestito da Jakob Böhme, un teosofo e  mistico del 1600, che scrivendo il suo delirante o ispirato Morgenröte (Aurora Nascente)

“ci trascina nella rivelazione che avviene sotto forma di lampo che all’improvviso sotto la tensione di un’anima angosciata, si accende: accende ed incendia”

(Jakob Böhme, Aurora Nascente a cura di CeciliaMuratori, Mimesis 2007, Milano).

Vale il viaggio perdersi tra lacerazioni e ricuciture, opere complete e volutamente incomplete, nella rappresentazione della dicotomia mistica dell’Artista, tra il paganesimo ed il cristianesimo, i due mondi religiosi che si disputano l’anima dell’artista sin dagli esordi del suo percorso.