Che si aspetta ad affidare la gara di appalto per il porto? Intervengono i Cinquestelle

Esprimono il loro disaccordo, i consiglieri Cinque stelle, su un progetto del porto rifugio completamente stravolto, dopo un anno dal monitoraggio da parte del gruppo di lavoro. Il 13 febbraio scorso é venuto fuori che “l’allungamento del braccio di ponente, conditio sine qua non, per qualsiasi tipo di intervento sul porto rifugio, è stato eliminato dal progetto della protezione civile. “Scopriamo -affermano- che a fronte di un piano di caratterizzazione approvato dal ministero, bisogna procedere in via emergenziale allo scavo del canale per far seguito all’ordinanza di interdizione dell’infrastruttura da parte della capitaneria di porto”. Uno scavo che a parere dei Cinquestelle creerebbe solo disagio per via della sabbia non caratterizzata e stoccata sulla battigia.
“In questa ultima settimana -hanno affermato- abbiamo visto una sfilata di articoli di stampa che hanno semplicemente fatto seguito alle passerelle di alcuni o agli sforzi di altri, come ad esempio gli operatori del settore marittimo. Colleghi consiglieri che perseguono solo l’obiettivo di fare emergere o difendere le posizioni indifendibili del proprio schieramento politico; in definitiva, il successo di un gruppo di lavoro composto da istituzioni ed operatori del settore, una formazione che è un valore aggiunto, è del tutto finito. Ognuna delle forze politiche presenti nel gruppo, ed altre imbucate, corre per se, alzando il tiro su quello che dovrebbe essere solo un loro dovere per sanare una situazione incresciosa che riguarda una infrastruttura fondamentale per la città di Gela.”
Il M5S chiede irrevocabilmente che si dia seguito e si accelerino, per quanto possibile, le operazioni di affidamento dell’appalto del piano di caratterizzazione già approvato dal ministero. “Un’ordinanza che per competenza di legge spetterebbe alla Regione Siciliana, Ente che, invece, vorrebbe farla emettere dal Comune di Gela”.
” Ci troviamo di fronte ad una Regione Siciliana che forse non vuole prendersi la responsabilità di un’ordinanza di sua esclusiva competenza; di fronte una amministrazione comunale che fin dal primo momento ha cercato di fuorviare l’attenzione portando avanti mega imprenditori stranieri, fantomatici accordi di massima firmati e mega porti industriali che poco hanno a che vedere con le vere esigenze dei cittadini che da sempre reclamano un porto fruibile perché abitanti di una città di mare a cui è stata preclusa la possibilità di esprimere la propria vera vocazione.”