CHIEDI AL LEGALE: “Buche sulla Gela-Catania, è possibile il risarcimento per danni alla persona?”

Una settimana fa, ero insieme a mia  moglie e sono incappato in una grossa buca sulla Gela-Catania finendo fuori strada e facendo un grave incidente. Fortunatamente non ci siamo fatti nulla tranne mia moglie che per qualche giorno ha sofferto di una brutta cervicale, ma la mia macchina è stata danneggiata irreparabilmente. Mi hanno detto che siccome ero solo con mia moglie e non ho investito nessun auto non posso fare niente con l’assicurazione. Ma quindi non si può fare nulla per risarcirla?

Gentile lettore,

per poter trattare in maniera adeguata il suo caso giuridico avrei bisogno di ulteriori elementi per capire la dinamica, il luogo preciso, lo stato della manutenzione stradale e le cause effettive del suo sinistro, ma tenterò comunque di orientarla nel modo migliore possibile.

Il suo quesito appare già da questi pochi elementi  riguardare la ormai famigerata e temutissima, per gli enti pubblici, “responsabilità da insidia stradale” che ha lo scopo di una tutela risarcitoria  nei confronti di chi subisce dei danni a causa di una manutenzione assente, ma costituisce anche un’azione sanzionatoria per i cattivi amministratori pubblici.

In via preliminare, le consiglio di recarsi dal suo legale di fiducia e di fornirgli la polizza assicurativa della sua autovettura per capire se oltre all’rca obbligatoria, dispone di ulteriori tutele assicurative. Ad esempio, posso affermare che i danni fisici subiti dai trasportati sono coperti dalla sua polizza assicurativa, ciò non vale invece per i danni subiti dal conducente. Questo non significa (come le hanno erroneamente comunicato) che i danni da lei subiti non possono trovare nessuna possibilità di ristoro.  L’orientamento della giurisprudenza di maggioranza è ormai ancorato al concetto di insidia e trabocchetto per cui gli Enti sono tenuti a mantenere il patrimonio stradale privo di situazioni di pericolo occulto e/o imprevedibili che possano danneggiarne i fruitori ai sensi dell’ art. 2043. Tale orientamento è stato recepito dagli addetti ai lavori del foro di Gela ( magistrati e legali esperti in materia), a seguito di una novità introdotta dalla Suprema Corte, con la sentenza n.15384/06, infatti, si è osservato un cambio di rotta rispetto all’orientamento tradizionale ed, in pochissime parole, la responsabilità dell’Ente pubblico proprietario della strada è divenuta una sorta di responsabilità oggettiva e ,quindi,per dimostrare la responsabilità dell’Ente pubblico, è sufficiente che sussista il nesso di causalità tra la cosa in custodia e il danno subito ai sensi dell’ art. 2051 c.c.

Quindi, viceversa, si può affermare che l’Ente non ha responsabilità e non ha il dovere di risarcire il danno quando riesce a dimostrare che lo stesso sia imputabile al caso fortuito, oppure la responsabilità del danneggiato stesso.

Questo tipo di responsabilità ( secondo il Prof. Mario Barcellona, ordinario di Diritto Privato all’ Università degli Studi di Catania) ha subito una interpretazione evolutiva rispetto alla tutela che era stata prevista originariamente dal legislatore del 1942, in particolare per quella definita “regressione dell’idea di fatalità”.

Infatti, ( afferma lo studioso )  lo sviluppo del sistema di sicurezza e protezione sociale, che ha contraddistinto l’intera parbola del Welfare State, ha fatto regredire l’influenza che un tempo esplicava sulla società e sulle vicende degli uomini l’idea di fatalità, di destino e di disgrazia. La crisi dell’influenza di tale idea si trasforma, allora in domada di tutela giuridica del danno che prima si imputava al fato e che, proprio per questo, si accettava rimanesse a carico di chi lo aveva subito (tratto da La Responsabilità extracontrattuale – Mario Barcellona – Utet 2011).

Tutto questo per dirle che, come lei ha già ben osservato, i danni subiti dalla sua auto non sono coperti dalla sua Polizza assicurativa rca. Questa infatti copre solo i danni che i terzi subiscono dalla sua condotta imprudente ed in questi possiamo genericamente fare rientrare quelli eventualmente subiti dal suo trasportato. Per i danni subiti dalla sua autovettura è invece possibile intraprendere solo una azione di risarcimento danni avverso l’Ente proprietario e responsabile della manutenzione del tratto di strada in cui è accaduto il suo sinistro. Le consiglio , quindi, di recarsi dal suo legale di fiducia e di fornirgli tutti gli elementi necessari per muoversi in tal senso. Le anticipo che questi avrà bisogno di indicazioni precise riguardanti il luogo (per conoscere l’Ente di appartenenza), un preventivo di spesa di un esperto o un calcolo dei danni effettivamente subiti dall’auto, eventuali verbali di autorità sopravvenute e referti medici (per agire verso la sua compagnia assicurativa per i danni subiti da sua moglie). Cordialmente.

 

 

Fonti

http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_17817.asp
http://www.altalex.com/index.php?idnot=52672

Libri sulla responsabilità da Insidia

Mario Barcellona “La Responsabilità Extracontrattuale” Utet  2011

Angelo Belfiore “Corso di Diritto Civile – Appunti e Dispense” – Edizione Squeglia 2014