CHIEDI AL LEGALE: “Obbligo defibrillatore in palestra?”

 

Salve, vi scrivo perché sono un gelese che gestisco una palestra e avrei bisogno di informazioni. Mi è stato detto che è uscita una legge e che devo acquistare un defibrillatore e che devo imparare ad usarlo. Io non sono né un medico nè un sanitario, ma solo un istruttore e proprietario di palestra che con la sua attività sportiva  mantiene  se stesso e la sua famiglia. Non voglio rischiare guai o addirittura la chiusura della mia palestra. Cosa devo fare di preciso perché la mia attività sia in regola?  Ma, soprattutto dove posso acquistare un defibrillatore con caratteristiche conformi a quanto richiesto dalla legge? I corsi sono pubblici e gratuiti?

 

Gentile lettore,

la sua richiesta è utile occasione per aiutare non solo lei ma tutti i suoi colleghi che in questi mesi nutrono i medesimi dubbi da lei prospettati. E infatti nella realtà locale (e non solo) sono innumerevoli i gestori di palestre, associazioni  sportive e stabilimenti balneari che si stanno “attrezzando” per non incorrere a problemi di nessun tipo.

Ebbene il problema che, per primo, viene in rilievo è quello di essere in grado di affrontare la terribile ipotesi che un arresto cardiaco colpisca uno dei suoi utenti nello svolgimento di attività sportive con intenso carico cardiocircolatorio ed è qui che viene in rilievo la sua prima perplessità. La Legge a cui lei fa riferimento, ovvero Il Decreto Balduzzi, disciplina la certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e fornisce le linee guida sulla dotazione di defibrillatori semiautomatici, altri eventuali strumenti salvavita e al loro utilizzo. É stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 Luglio 2013 ma l’adozione del decreto era prevista già dall’articolo 7 comma 11 del decreto Salute e sviluppo del 2012. Il testo raccoglie le indicazioni del gruppo di lavoro istituito dal Ministro Balduzzi e del corrispondente gruppo di lavoro del Consiglio Superiore di Sanità ed ha come fine ultimo la prevenzione delle morti per arresto cardiaco. Proprio per questo motivo richiede ai gestori di palestre ed attività in cui si pratica sport di munirsi di un defibrillatore semiautomatico e di personale capace di utilizzarlo.

Il Defibrillatore semiautomatico si differenza dagli altri proprio perché destinato ad essere maneggiato da personale “laico”, non sanitario appunto. I corsi di cui parla hanno lo scopo di istruire lei, i suoi colleghi o i suoi dipendenti (almeno uno o tanti quanti siano necessari a coprire i rischi nella sua attività proporzionalmente alle dimensioni della stessa o al flusso di utenti) al riconoscimento di un arresto cardiaco, alle manovre di primo soccorso e al sapiente utilizzo del defibrillatore semiautomatico. Le società dilettantistiche hanno 30 mesi di tempo per adeguarsi, quelle professionistiche 6 (che dovendosi considerare decorrenti dal momento della pubblicazione in Gazzetta, il termine ultimo dovrebbe essere l’Ottobre 2015). Al momento non mi risulta che questi apparecchi verranno forniti dallo stato così come i corsi di esecutore blsd. Tuttavia sono a conoscenza dell’esistenza di diverse associazioni in città che se ne occupano. Il decreto ministerialenell’Allegato E contiene le linee guida dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori. Alla luce di quanto fin qui esposto la invito caldamente a rivolgersi a dei professionisti sia per l’acquisto di un defibrillatore che per il corso di esecutore blsd e di attenzionare con molta cura che gli stessi siano regolarmente validati da personale autorizzato (ovvero centri di formazione accreditati dalla regione) . Il consiglio più utile è quello di consultarsi con i suoi colleghi che hanno già adempiuto agli oneri di cui in oggetto o alle associazioni sportive di riferimento (a seconda della attività che lei svolge). E’ plausbile che per adeguare la sua attività lavorativa alla normativa in vigore dovrà affrontare delle spese rilevanti. Tuttavia questo appare l’unico modo per non incorrere a sanzioni amministrative, possibile sospensione del suo esercizio, responsabilità civili e penali (argomento per cui sarebbe necessario un ulteriore approfondimento) ma, soprattutto, per prevenire le morti per arresto cardiaco. 

Cordialmente.

Dott.ssa Cascino Angela Flavia

 

Fonti

http://www.iredeem.it/blog/?p=405

http://www.iredeem.it/newsletter/2013_social/Gazzetta_Ufficiale_20_luglio_2013_decreto_balduzzi.pdf

http://www.iredeem.it/blog/?p=418

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