CHIEDI AL LEGALE: “Stalking condominiale?”

Gentile redazione di Accento,

buongiorno, ho una domanda da farvi, esistono varie associazioni, donne maltrattate, per alcolisti per drogati ecc.., ma mi chiedo se c’è un’associazione che tuteli anche i condomini stalkerizzati dato che ultimamente c’è un incremento di fatti visti anche in tv,(una recente sentenza  in cassazione ha stabilito che esiste lo stalking condominiale con relativa condanna penale),vorrei sapere anche se a Gela esistono Amministratori di Condominio legalmente riconosciuti e se esistono bravi Legali che si occupano esclusivamente di questo problema. Avrei tante cose da esprimere ma nn so per adesso sia il caso…Vi ringrazio anticipatamente per qualsiasi aiuto mi vogliate dare. Cordiali saluti.

 

Gentile lettrice

La sua mail lascia intendere che le siano capitati degli episodi di certo poco piacevoli con vicini di casa, dirimpettai o inquilini del condominio dove lei vive. Cercherò di procedere per passi nell’analisi del suo messaggio per tentare il più possibile di esserle utile. Mi risulta che in molte realtà di Italia sono stati inaugurati degli sportelli dedicati interamente allo stalking condominiale a dimostrazione che, come lei osserva, il fenomeno è molto diffuso e, anche se apparentemente considerato meno grave delle altre tipologie di stalking, ha invece suscitato la sensibilità di associazioni di amministratori condominiali e di Legali. Devo dirle, tuttavia, che nella nostra Città non è stata registrata una novità in tal senso (o almeno non risulta a questa redazione) ma magari la pubblicazione della nostra conversazione ci farà scoprire qualcosa di diverso.

Nella sua mail non sono spiegati gli episodi che la turbano e la invito a riscriverci, se lo desidera, tentando di raccontarci qualcosa di più perché, purtroppo, senza nessun racconto specifico non sono nemmeno in grado di dirle se in effetti possiamo parlare di stalking. Tenterò di delineare nella maniera più semplice possibile e per sommi capi gli elementi caratterizzanti il reato di stalking in cui rientra la forma dello stalking condominiale in modo da darle la possibilità di verificare se la sua faccenda possa essere inquadrata, a suo avviso, proprio in questa fattispecie di reato.

L’art. 612-bis è stato introdotto sei anni fa con la L. 11/2009 nel nostro codice penale e punisce
con la reclusione da sei mesi a cinque anni chi, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Per comprendere il contenuto cosi vago della norma le porto, in ausilio, una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 172/2014, secondo la quale la norma va a coprire quel vuoto normativo di tutela verso i comportamenti persecutori, assillanti e invasivi della vita altrui.

Secondo la sentenza in parola vero è che la norma non elenca quali siano i comportamenti sanzionabili, ma è vero anche che fornisce comunque gli strumenti per poterli individuare: trattasi di qualunque forma di minaccia e di molestia reiterate (bastano due volte) che provochino determinate reazioni (quelle indicate nella norma) nella vittima (o nelle vittime) ed è chiaro che si dovrà essere in grado di dimostrare il nesso causale tra l’azione e le conseguenze patite.

Solitamente è  la vicinanza fisica a permettere allo stalker di agire (ma con i potenti mezzi oggi è possibile anche uno stalking da remoto) e la vicinanza fisica non c’è solo in famiglia o al lavoro o per la strada ma è un elemento tipico del rapporto di vicinato e di condominio anche se, di solito, il reato in esame ha visto come protagonisti tendenzialmente di sesso maschile verso le ex compagne, mogli, fidanzate con finali in alcuni casi tristi in cui si è parlato di “tragedie annunciate”. Il tenore letterale della norma, così vago appunto, non ne ha ostacolato l’applicazione da parte dei giudici a situazioni di vicinato e, infatti, diverse sono  le sentenze di condanna per stalking verso i vicini di casa. Tra le più recenti indichiamo la n. 33933/2014 resa dalla Corte di Cassazione per stalking tra fratelli nonchè vicini di casa e, Sullo stalking condominiale, è significativa anche la sentenza n. 20895/2011 la quale ha riconosciuto che le condotte reiterate non devono necessariamente essere rivolte sempre verso la stessa persona, se la minaccia fatta a uno può valere anche come molestia fatta ad altro, cioè se può comunque spaventare anche l’altro.
A proposito di odio tra vicini, indimenticabile è la vicenda di cronaca nera avvenuta nel 2006 a Erba dove i due omicidi, ricordati spesso con il solo nome proprio di Olindo e Rosa, uccisero a colpi di spranga e coltello i loro vicini di casa, dopo averli odiati a lungo.

Di recente la questione dello stalking tra vicini è tornata sotto i riflettori in Liguria. Nella vicenda i malumori tra vicini di casa  erano iniziati quattro anni fa per un cortile conteso ed era proseguita con dispetti, vessazioni psicologiche, rumori molesti e minacce. La vittima principale era una coppia che era arrivata a rifugiarsi in un seminterrato per sfuggire alla «persecuzione». La situazione è diventata pesante soprattutto in seguito alla nascita del bambino dei due giovani, con intimidazioni in direzione del piccolo. La coppia ha deciso di affidarsi alla giustizia e con una sentenza inedita, il tribunale del capoluogo ligure, nell’aprile 2015, ha pronunciato la prima condanna per «stalking condominiale» in Italia: maltrattamenti a opera di vicini di casa anziché di ex, di familiari o di fan ossessionati. Una sentenza che è stata definita «apripista», che ha riconosciuto «il perdurante e grave stato d’ansia e terrore» causato alla coppia che ha condannato gli autori del reato a 4 mesi di reclusione e al risarcimento dei danni.

Alla luce di quanto detto, gentile lettrice, le devo rappresentare che lo stalking tra vicini non rappresenta una fattispecie di reato autonomamente disciplinata, è disciplinato dal codice penale e non vi sono state variazioni normative rispetto al 2009. Le consiglio vivamente di consultare il suo medico se la situazione che sta vivendo le provoca malessere, di allertare l’amministratore del suo condominio e di informarlo di tutti gli episodi e infine, ma non per importanza, di rivolgersi ad un avvocato penalista (preferibilmente il suo di fiducia) per capire insieme a lui se le vicende che la coinvolgono possono rientrare nella fattispecie dello stalking. Insieme al suo avvocato potrà anche capire se gli episodi che la riguardano configurano, eventualmente, altri tipi di reati e capire che tipo di percorso legale intraprendere.  La redazione resta a sua completa disposizione qualora voglia raccontarci i fatti nei dettagli e per ulteriori consigli.

Dott.ssa Cascino Flavia.

 

 

Fonti:

Art. 612-bis c.p.

 L. 11/2009

Corte Costituzionale, Sentenza n. 172/2014

Sentenza n. 33933/2014 Corte di Cassazione

Sentenza n. 20895/2011 Corte di Cassazione

http://www.corriere.it/cronache/15_aprile_23/stalking-condominiale-tribunale-genova-condanna-vicini-molesti-4f2679c8-e9a0-11e4-8a77-30fcce419003.shtml

http://www.lavorincasa.it/stalking-condominiale/