Chiesa di San Nicola in rovina e cripta luogo infernale. Dal 2001 attendono interventi. Lettera alle istituzioni

La chiesa ottocentesca di  San Nicola di Tolentino e il colombaio cimiteriale sono ormai ridotti in rovina. Da circa un ventennio  si parla del loro restauro e di recuperare ed utilizzare parte dello spazio esistente per il potenziamento della biblioteca comunale e dell’archivio storico, ma dal 2001 tutto è rimasto fermo.  Che cosa hanno fatto e cosa stanno facendo il Comune di Gela e la Soprintendenza per il recupero di queste importanti strutture ottocentesche ? Questo è quanto si chiede il prof. Nuccio Mulè, profondo conoscitore della storia di Gela. 

Il prof. Mulè, assieme al prof. Luciano Vullo, al maestro Giovanni Iudice, alla dott.ssa Giorgia Turco, all’archeologo Angelo Mondo, alla dott.ssa Giusi Chiavetta e al maestro Giuseppe Brugioni,  hanno scritto una lettera aperta rivolta al sindaco Domenico Messinese, al Soprintendente dei Beni Culturali di Caltanissetta, al governatore Rosario Crocetta e al Vescovo di Piazza Armerina mons. Rosario Gisana. A queste istituzioni chiede un intervento urgente nei due siti di importanza storica.

   La chiesetta, il colombario cimiteriale e il convento dei Padri Agostiniani, oggi adibito a biblioteca comunale, furono realizzati intorno al 1875 e benedetti il 10 ottobre del 1880; artefice della loro realizzazione fu il provinciale agostiniano Padre Giuseppe Tasconi, il quale a sue spese comprò due appezzamenti di terreno confinanti con la chiesuola di S. Biagio e il Camposanto. La biblioteca versa in buone condizioni, ma la stessa cosa non si può dire per la chiesetta che,  da quanto ha smesso la sua fruizione religiosa, cioè dal 2001,  è stato oggetto solo di espoliazione clandestina di suppellettili e vandalizzata più volte anche con profanazione delle tombe. Anche le strutture della chiesa, della cripta e del colombaio su cui non si è provveduto al consolidamento delle strutture sono in pericolo di crolli.

“Le istituzioni si avviano ad attivarsi sinergicamente per evitare che l’ennesimo bene monumentale di Gela, passi a miglior vita”. Hanno  chiesto nella lettera che suggerisce un uso culturale per le strutture.

Le strutture infatti potrebbero essere trasformate in  polo culturale per la città e in un luogo multifunzionale aperto a dibattiti, incontri, studi, eventi, proiezioni e esposizioni da cui trarrebbe linfa l’adiacente biblioteca.

Nella lettera si  invita alla partecipazione anche le associazioni di volontariato, nel caso di indifferenza delle istituzioni.

   La chiesetta  di S. Nicola di Tolentino, lunga 15 metri e larga 7 metri, provvista di campanile rimasto smontato, fu arredata tra l’altro con una pregevole cantoria, un organo a canne e una considerevole statua lignea di Nostra Signora Liberi-Infemi del 1894, opera dello scultore palermitano Rosario Bagnasco, oggi trasferita nella chiesa di S. Agostino.

Nella chiesetta fu ricavata una cripta che fu fatta comunicare con l’attiguo colombario e, attraverso esso, con il vicino convento.

   Fino a ventanni fa vi era custodita un’antichissima e tarlatissima statua color verdastro di San Biagio a cui i vandali hanno inspiegabilmente hanno mozzato la testa.

“Al di là del restauro e della messa in sicurezza, sarebbe opportuno che il Comune provvedesse con urgenza ad autorizzare la traslazione delle salme del colombario, risalenti ad un periodo compreso tra la fine dell’Ottocento e primi decenni del Novecento, le cui tombe già da qualche lustro risultano profanate, tant’è che nei locali sotterranei della cripta, sembra di trovarsi in alcune scene del famoso film di horror “La notte dei morti viventi“.” Hanno sottolineato

   La chiesuola di San Nicola da Tolentino fino a qualche decennio fa era accudita dai Padri Cappuccini che regolarmente ogni domenica celebravano una messa mattutina.

   Dal 2001 in poi si sono iniziati dei lavori di ristrutturazione che si sono fermati subito dopo. 

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