Chiesto la stato di emergenza randagismo: la Lida Gela tra le associazioni che hanno redatto il documento

C’è anche la Lida Gela nel Caas, Confederazione associazione animalisti sicilia, che ha chiesto “La dichiarazione di Stato di emergenza randagismo”al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e dell’Interno e ai Presidenti e Prefetti della Regione Sicilia.

“Una svolta epocale grazie anche al nostro impegno come Lida Gela, tra i fondatori della confederazione Cass. Un lavoro immane che cambierà il destino di migliaia di poveri randagi” Ha detto la Lida Gela.

A promuovere l’iniziativa sono stati, oltre il Caas Sicilia , anche il Caap (Coordinamento Associazioni Animaliste Pugliesi) e il Caart (Coordinamento Associazioni Animaliste Regione Toscana), che assieme hanno costituito il coordinamento interregionale di associazioni animaliste di Puglia, Sicilia e Toscana, unite per contrastare il fenomeno del randagismo nell’ottica della tutela del benessere animale e della corretta convivenza tra randagi e cittadini.

Un documento che porta la firma dell’avvocato Massimiliano Vaccariello, come legale del Coordinamento interregionale, in cui  si mette in evidenza come il fenomeno randagismo sia diventato un problema sociale. I cani che si riproducono in maniera incontrollata mettendo in pericolo non solo se stessi, ma anche i cittadini, quando i randagi si riuniscono in branchi.

«I canili – secondo quanto afferma il coordinamento- non sono la soluzione adeguata alla risoluzione di questo problema annoso, ma spesso divengono strumenti di business mafioso, che coinvolge anche le istituzioni preposte, come i recenti fatti di cronaca hanno dimostrato. Inoltre, la maggior parte degli animali vaganti ritenuti “randagi” sono cani di proprietà senza microchip, il più delle volte provenienti da aree rurali e, questo, implica azioni diverse rispetto a quelle attuate fino ad ora.»

Secondo Piano di intervento del coordinamento interregionale bisogna provvedere all’attivazione di un piano di emergenza che punti innanzitutto all’intensificazione delle strategie di prevenzione, quali sterilizzazioni dei randagi e non solo, campagne di informazione e serrati controlli sui privati, con particolare attenzione alle aree rurali. Inoltre fondamentale l’ attivazione a livello ministeriale di una Task Force randagismo per il ripristino della legalità con il compito di supervisione e controllo.

I tecnici del coordinamento interregionale di associazioni animaliste di Puglia, Sicilia e Toscana hanno già elaborato un piano d’intervento da mettere a disposizione delle autorità competenti.