Chiude Telejato: “Troppe querele contro, la Sicilia è irredimibile”

“Ci stiamo guardando negli occhi, la redazione o quel che ne resta e abbiamo deciso che così non si può andare avanti. Meglio vendere tutto, meglio chiudere. Abbiamo creduto che qualcosa potesse cambiare attraverso questa voce libera. Ma invece non cambia e non cambierà nulla perché questa terra, per dirla con Sciascia, è irredimibile. Chi ci ama ci scusi. È stato bello.”

Con queste parole apparse sui canali social, Telejato, la storica emittente di Partinico, in provincia di Palermo, da sempre in prima linea nella lotta al malaffare siciliano, ha annunciato la fine delle sue trasmissioni. Finisce così l’avventura di Pino Maniaci e della sua tv libera, che negli anni ha ricevuto un numero elevatissimo di minacce, ritorsioni e atti intimidatori a causa della sua incessante attività di denuncia delle attività mafiose del territorio, ma che, va detto, lo ha anche visto coinvolto in un processo quale imputato con l’accusa di aver estorto denaro ai sindaci di Borgetto e Partinico in cambio di servizi giornalistici accomodati; accusa dalla quale Maniaci si è sempre difeso accusando le autorità di aver messo in moto contro di lui una macchina del fango allo scopo di screditarlo in quanto personaggio scomodo.

La decisione di chiudere Telejato arriva dopo la pioggia di querele piovute negli ultimi mesi sull’emittente anche da chi non t’aspetti, ossia, come riferisce lo stesso Maniaci “da alti magistrati, da funzionari e elementi di spicco che si occupano di  gestione dell’ordine pubblico, persino da amministratori giudiziari e da giornalisti che non sopportano le nostre reazioni alle loro provocazioni e alle ‘minchiate’ che scrivono, il tutto nell’ambito di un impressionante attacco all’antimafia; ci querelano persino i mafiosi, anzi i presunti mafiosi, i quali, pur essendo stato loro confiscato il patrimonio per mafia, ci accusano di diffamazione perché non esiste una sentenza che li dichiari mafiosi”.

Dal 1999 Pino Maniaci tramite la sua emittente ha portato alla luce numerosi casi di collusione e infiltrazioni mafiose in vari ambiti; fra i casi più eclatanti va sicuramente ricordato quello legato a Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, per la quale la procura di Caltanissetta ha chiesto il processo con le accuse di corruzione, induzione e abuso d’uffici, e divulgato in anteprima proprio da Telejato.