Ci sono più vasi attici di Gela in altri musei che nel nostro. Quando la restituzione?

Sono tanti i beni archeologici sottratti alla città di Gela per motivi di studio e mai restituiti. Alcuni sono tornati a casa grazie alla sinergia tra direttore del museo archeologico di Gela Ennio Turco, il comitato cittadino Salviamo la Bellezza di Gela e l’Archeoclub Gela. Ma sono ancora tanti i reperti appartenenti al territorio gelesi sparsi nei vari musei del mondo, e la battaglia per il recupero di alcuni di essi è solo all’inizio. A Caltanissetta sono custodite circa 600 le casse di reperti dell’Acropoli di Gela e mai mostrati al pubblico, può darsi che vi sia nascosta anche il resto della statua di Atena, di cui vedremo per adesso parte del tronco.

Intanto quello dell’immagine è un Cratere attico a figure rosse del Pittore di Gottingen, inizi del V sec .a.C , la cui foto è stata concessa dal prof. Nuccio Mulè al gruppo “Resitituiamo i beni archeologici alla città di Gela”.

Il vaso proviene dagli scavi dell`emporio greco a Bosco Littorio . È stato fatto oggetto di diversi studi e pubblicazioni e si trova nelle disposizioni della Soprintendenza ( in deposito a Caltanissetta o Bosco Littorio ).Il reperto, secondo quanto riporta il gruppo facebook  è stato ampliamente pubblicato e studiato , è quindi inspiegabile perchè l` autorita preposta, cioè la Soprintendenza , non abbia  mai sentito il dovere di musealizzarlo nel suo contesto originario , Gela. Tra l’altro il settore del museo di Gela che ospita i reperti rinvenuti a Bosco Littorio contiene vetrine semivuote e spazio per inserirne delle altre.

Il vaso in questione è uno dei rari esempi di ceramica attica a figure rosse di fine VI inizi V secolo a.C ritrovati a Gela .Il museo di Gela ospita un numero esiguo di crateri attici, nonostante da Gela ne provengano tantissimi.

Nei musei di Siracusa, Palermo e Agrigento i vasi attici provenienti da Gela, sono molto più numerosi rispetto a quelli custoditi nel nostro museo .
A nessuna delle amministrazioni che si sono succedute nessuno è venuta in mente di fare un semplice sollecito alla soprintendenza per riottenere altri reperti?

Foto del prof. Nuccio Mulè