Cia: se non si interviene sulle dighe, niente più acqua per gli agricoltori gelesi

Se non si interviene immediatamente sulle dighe gli agricoltori gelesi rischiano di rimanere senza acqua, a lanciare l’allarme è la Cia (Confederazione italiana agricoltori) della sezione di Gela,  che denuncia le tante promesse emesse durante una serie di  incontri con la Regione, che fino adesso non sono state mantenute. La diga Comunelli è storicamente intasata,  nel corso degli ultimi trent’anni a farne le spese sono stati gli agricoltori della zona che dovrebbero ricevere le forniture d’acqua dall’invaso di tale diga. Inoltre la diga Disueri è interessata all’erosione nella spalla destra e non può distribuire 14 milioni di metri cubi di acqua possibili. Oggi ne distribuisce solo quattro milioni, e se non si interviene si rischiano anche quelli. Ciò è stato sottolineato dal  presidente Cia Gela, Salvatore D’Arma . La Cia chiede al Primo cittadino Angelo Fasulo di farsi portavoce con i sindaci del comprensorio per stabilire  un incontro con il governo regionale e dare risposte agli agricoltori. La Cia punta il dito anche nei confronti del Piano regolatore generale, posto in essere dalla presenza della raffineria, che oggi si mostra inutile e mette ancor più in crisi l’agricoltura del territorio. D’Arma si riferisce specialmente ai vincoli, ultimo quello del Vas, che andrebbero eliminati o quantomeno revisionati.  La Cia chiede al governo regionale un incontro per capire cosa si deve produrre e dove si deve produrre a Gela.