Cimia e Disueri, condutture riparate e l’indomani rotte. Federico chiede interventi urgenti alle due dighe

Oltre agli interventi sulla Diga Comunelli, il deputato regionale di Forza Italia Pino Federico chiede al governatore della Sicilia Rosario Crocetta, all’assessore regionale Agricoltura e al direttore del Consorzio di Bonifica di Gela interventi sulle dighe di Cimia e di Disueri.  

Manutenzione da effettuare al più presto, con una squadra di tecnici che verifichino la funzionalità della riparazione delle due condutture. Se così non verrà fatto, sottolinea il deputato, la “Regione Siciliana si dovrà assumere la totale responsabilità dei danni consequenziali del mancato ripristino”.

Ad aggravare, infatti, la grave crisi degli agricoltori siciliani, e di Gela in particolare, sicuramente è  l’alto costo dell’acqua, liquido importante per le colture, soprattutto in questo periodo dell’anno in cui la temperatura  è oltre i 40 gradi. Tra l’altro i produttori lamentano, che il  Consorzio non sia nelle condizioni di assicurare il servizio idrico ai tanti contadini del comprensorio gelese.

Il deputato sottolinea anche la non perfetta orgnaizzazione del personale dello stesso Consorzio di Bonifica 2 di Gela. La diga di Cimia e quella di Disueri, hanno avuto delle rotture delle condutture che portavano l’acqua alla Piana di Gela.

“Per ultimare i lavori – ha detto Federico – si siano impiegati oltre 20 giorni con il serio rischio per le colture della Piana di Gela”.

La cosa più grave, spiega il deputato,  è che la conduttura «riparata» in questi giorni e messa in pressione il 5 luglio 2016, e l’indomani mattina  ha subìto una ulteriore ed ennesima rottura per lo scoppio delle tubature

Come  è già successo altre volte, si potrebbero aprire gravi ed onerosi contenziosi da parte dei produttori agricoli avverso il Consorzio”, spiega il deputato regionale che si interroga se Crocetta, assessore regionale all’Agricoltura e direttore del Consorzio di Bonifica di Gela abbiano predisposto di   intervenire con l’immediatezza per evitare ulteriore ed ennesimo disagio e danno economico ai tanti produttori agricoli della vasta area gelese.