Commissariato di Gela: in sei giorni cinque arresti e quattro denunce

Cinque arresti e quattro denunce, sono stati eseguiti dal Commissariato di pubblica sicurezza di Gela dal 13 ottobre o oggi. Tali operazioni sono inserite nell’ambito delle direttive impartite dal Questore di Caltanissetta, volti alla attuazione di piani di controllo finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere.

Devono espiare la pena detentiva: il gelese La Rosa Maurizio Saverio, 1969, ritenuto colpevole di furto aggravato (1 mese e giorni 12 di detenzione); il gelese Infurna Calogero Daniele, 1982, ritenuto colpevole del reato di minacce continuate commesse dal 30.09.2007 e fino al 10.10.2007 in Gela (4 mesi di detenzione); il gelese Morello Salatore, classe 1947, per trasferimento fraudolento di valori commesso in Gela dal 1994 e tuttora permanente (dovrà scontare 1 anno, 7 mesi e 13 giorni di reclusione), il niscemese Balbi Giovanni, classe 1990, dovrà espiare la pena detentiva di anni 1 e mesi 10 di reclusione, in quanto ritenuto colpevole dei reati di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, più volte commessi in continuazione nel tempo in Gela dal luglio 2011 al gennaio 2012. (già tratto in arresto unitamente ad altri soggetti all’epoca da questo Ufficio nell’operazione di P.G. denominata “Operazione Baracche”); il gelese Legname Guido, classe 1990, è stato arrestato poiché resosi responsabile del reato di evasione durante l’ arresto domiciliare in atto. Inoltre C. S., gelese, classe 1979, è stato denunciato per lesioni personali nei confronti di un suo ex collega di lavoro, presso una locale azienda agricola, causando a quest’ultimo lesioni., il tutto per ragioni inerenti l’ambiente di lavoro. R.. N. D., gelese, classe 1978, denunciato poichè circolava alla guida del veicolo con patente di guida revocata a tempo indeterminato per esaurimento del punteggio. I fratelli gelesi P.G (classe 1983) e P. J (classe 1995), sono indagati perchè il primo si è reso responsabile di ipotesi di reato di riciclaggio, detenzione abusiva di munizionamento per armi comuni da sparo e detenzione di arma artigianale clandestina, il secondo per l’ipotesi di reato di riciclaggio. In particolare gli agenti di Polizia Giudiziaria di Gela, a seguito di perquisizione locale, dopo che i due indagati si erano disfatti delle armi lanciandole dalla terrazza di casa propria, hanno trovato .4 cartucce cal. 12 inesplose e altre quattro cartucce di fucile cal. 12 esplose, mentre cnascosti in una busta in plastica bianca sono state trovate altre sei cartucce da caccia calibro 12. Inoltre all’interno dell’abitazione dei due fratelli è stata ritrovata una sagoma in poli-carbonato forata in molte parti, una pistola a salve modello revolver con tappo rosso ed un fodero per fucile da caccia.

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