Ciò che resta del Carnevale, proposte per il prossimo anno: vestitevi da cittadini civili

Ultime ore di Carnevale e poi il calendario darà spazio alla Quaresima. Ultime ore di colori e costumi sfavillanti prima di tornare a vestire i panni della quotidianità e togliere dal volto ogni maschera (riferimenti metaforici esclusi).

Gela ha avuto per quest’anno quattro giorni di iniziative dedicate al divertimento di piccoli e grandi; nonostante le casse comunali non vivano un periodo proprio felice, si è cercato di unire le forze, in collaborazione anche con i commercianti e le associazioni, per donare alla città un po’ di atmosfera di festa in un periodo dell’anno caratterizzato proprio da ilarità e divertimento. Così il centro storico si è popolato fino a tardi nel fine settimana, con i negozi aperti in serata, sfilate di moda, animazione per i bambini ed esibizioni musicali. Si è cercato di fare il possibile nonostante il gelese guastafeste di turno abbia tentato a più riprese di sabotare ogni tentativo di normalità. Prima con il vile gesto al PalaCossiga, dove si sarebbe dovuta svolgere la festa di carnevale dei bambini, vittime innocenti di quella fetta di società che proprio non ne vuol sapere di cambiare “abitudini” e poi con la costante degli attentati incendiari a macchine e ad attività, ultimi in ordine di tempo un capannone a Settefarine e il disco-village Tanguera dei fratelli Satorini. Scherzi di cattivissimo gusto, per rimanere in tema, in un periodo in cui la gente si traveste da super eroe per recitare una parte diversa e sicuramente più piacevole in un copione fatto di disoccupazione e delinquenza. Scherzi che hanno lasciato l’amaro in bocca ai diretti interessati (ovviamente) e alla fetta di comunità sana. A quella parte di cittadinanza che ancora crede nel cambiamento e in un futuro per la propria città. Ma al di là degli episodi di cronaca di cui la stampa locale si è ampiamente occupata, a balzare all’attenzione vigile del popolo dei social network è stato ciò che questo carnevale ha già lasciato ancor prima di concludersi. I coriandoli certamente e non potrebbe essere altrimenti ma, in linea con l’abitudine che da sempre ci caratterizza di “non farci mai mancare nulla”, a terra, dopo aver festeggiato, sono rimasti anche le carcasse di bombolette spray, sacchetti di plastica, mozziconi di sigarette, resti di cibo e chi più ne ha più ne metta. Una situazione da far diventare triste persino la festa dell’anno più gioiosa. Ormai per stavolta è andata così, ma l’invito per il futuro nasce spontaneo: gettate via i vecchi costumi e indossate la maschera del cittadino civile, fosse anche solo per qualche settimana, chissà che non riusciate quasi a preferirvi. Gela ne sarà sicuramente felice e con essa anche i bambini, che potranno vedere nei più grandi esempi da emulare e non da condannare. Un’umile raccomandazione per il bene proprio e di tutti.

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