Cisl: l’Asp paghi l’Rsa di Caposoprano o ci rivolgeremo alla prefettura

Nonostante siano stati presentati tre Decreti ingiuntivi, l’Asp di Caltanissetta non ha mai emesso una delibera di pagamento a favore della Rsa di Caposoprano. Eppure la struttura, da quando ha avviato la sua attività, cioè da maggio del 2014, non ha mai smesso di erogare servizi di assistenza fisica e psicologica ai pazienti che hanno avuto necessità di terapia a lungo degenza. Una situazione drammatica che continuano a vivere i 40 dipendenti della struttura gelese, l’unica convenzionata in tutta la provincia nissena. Sulla questione sono intervenuti stamani Gianfranco Di Maria e Salvatore Russrllo, rispettivamente Segretario generale e Coordinatore Sanitá della Cisl di Caltanissetta. “Presenteremo una diffida alla Asp nissena. O l’azienda provvederá al pagamento entro 8 giorni, o ci rivolgeremo alla Prefettura”, hanno asserito i sindacalisti.  Presente all’incontro anche l’ing. Renato Mauro, manager della struttura sanitaria. “Tutta l’attività di opposizione per farci pagare, é stata fatta. A seguito dei tre decreti ingiuntivi per 700  mila euro, presentati da maggio 2014 a febbraio 2015, il tribunale ha riconosciuto esigibili le somme, ora ne avanziamo un milione e 200 mila euro”, ha detto Mauro. Secondo l’Asp la motivazione della mancata erogazione delle somme é da addebitare “al procedimento pendente presso la Procura della Repubblica, in cui risultano indagati  con reati contestati. Invece ancora c’é sì un’indagine ma “non risultano finora reati contestati”, sottolinea Mauro. Intanto la Rsa gelese, continua la sua attività sanitaria, quasi tutti i posti letto messi a disposizione dalla struttura sono occupati dai pazienti, che arrivano dagli ospedali, con autorizzazione dei rispettivi primari alla continuità assistenziale, o dai medici di famiglia con richiesta di ricovero in Residenza Sanitaria Assistenziale, e relativa presentazione di documento di valutazione presentato alla Asp. ” Siamo quasi arrivati alla lista di attesa, per i pazienti. Continuano ad arrivare richieste di ricovero autorizzati dalla Asp, la stessa azienda che poi non provvede al pagamento delle prestazioni erogate”. Questa é la contraddizione che ha piú volte messo in evidenza l’ing.  Mauro. Intanto per i 40 dipendenti, che arrivano a circa 60 con i convenzionati, diventa sempre più difficile tollerare la mancanza di stipendio. A loro sono stati pagati gli stipendi, con anticipo sulle fatture, fino a febbraio 2015. Da allora i dipendenti, tra medici, paramedici, Osa e personale amministrativo, continuano a lavorare senza percepire nulla. ” I servizi sono stati resi, e continuano  a essere resi, per cui i lavoratori devono essere pagati” ha affermato il segretario Gianfranco Di Maria. Quella di Caposoprano é una struttura che ha permesso finora di usufruire di terapia, con assistenza H24, che non tutti avrebbero potuto permettersi. Le attività comprendono quelle fisioterapiche, di mattina e quelle occupazionali, nel pomeriggio.  Per non parlare dei dipendenti, tutti giovani  che hanno intrapreso tale attività con tanto entusiasmo. La struttura ha rappresentato una boccata di ossigeno in una situazione di disoccupazione dilagante. 

Tagged with: