Cisl: senza risposte di Eni, la vertenza Gela diventerà nazionale. Basta primedonne, ma collaborazione di tutti

Le aree industriali dismesse  (Porto Empedocle e Gela) o da rilanciare (Enna) necessitano una riqualificazione e re-industrializzazione. In queste aree stanno avvenendo continui ridimensionamenti come Italcementi di Porte Empedocle e Raffineria di Gela. E’ necessario puntare su infrastrutture, servizi industriali e utilities, utilizzando i fondi europei”.
Questo quanto emerso nell’assemblea organizzata della Ust Cisl di Agrigento, Caltanissetta e Enna nell’auditorium della Irsap nell’area industriale di Calderato a Caltanissetta. Durante l’incontro si è messo in evidenza la scelta della fusione della confederazione delle tre province del centro Sicilia. ““Rendere le tre province un polo di attrazione”, ha detto Emanule Gallo segretario della Ust Cisl.
“In questi giorni CGIL CISL UIL e il mondo produttivo hanno lavorato a una bozza di bando di gara per le aree dismesse della Raffineria, tocca adesso alla regione Siciliana e al Comune di Gela fare la propria parte per favorire l’insediamento di nuove imprese”.
Sulla vertenza della Raffineria Eni “il riconoscimento  dell’Area di Crisi Industriale Complessa di Gela comporta una profonda revisione del modello industriale. Non ci possono essere prime donne”, ha ammonito Gallo riferendosi all’amministrazione comunale di Gela. “Queste problematiche si possono risolvere solo con una posizione unitaria tra istituzioni e associazioni sindacali e imprenditoriali”. “Occorre, attivare nuovi strumenti di sostegno al reddito dei dipendenti dell’indotto, gli Ammortizzatori sociali sono già esauriti”. 
Se il 29 settembre prossimo al tavolo di verifica del protocollo del 6 novembre non arrivasse nessun segnale concreto da parte di ENI, saremo costretti a rilanciare la Vertenza Gela come Vertenza Nazionale perchè le tensioni dei lavoratori del diretto e dell’indotto hanno raggiunto livelli di esasperazione tali da determinare preoccupazione per l’ordine pubblico”, ha detto Gallo. 
In materia di imposizione fiscale “la Cisl ha raccolto le firme  per una proposta di legge di iniziativa popolare per un fisco più equo, presentando 500 mila  firme al parlamento, 11 mila raccolte nelle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna”. 
In tema di servizi, a fronte degli attacchi del governo nazionale al sindacato, “è necessario  avviare una vera integrazione tra Patronato e Servizi fiscali  attraverso strumenti che realizzino l’omogeneità gestionale e la trasformazione dell’Inas da struttura diretta integrata verticalmente a struttura integrata orizzontalmente con le strutture Confederali e gli altri Servizi CISL. 
“Dobbiamo essere in grado di rappresentare e dare risposte nuove ai nuovi bisogni, superando le resistenze, a volte anche all’interno, che minano il senso della coesione sociale dentro questa organizzazione”, ha concluso Emanuele Gallo.
In tema di rifiuti il sindacalista ha ribadito che “Enna aveva fatto appello a tutti i sindaci delle nuove SRR, a porre l’attenzione sull’impiantistica e le discariche, cercando di valorizzare, rendendole moderne e multifunzionali, le discariche pubbliche come quella di contrada Martino a Serradifalco in provincia di Caltanissetta e quella di Contrada Cozzo Vuturo di Enna. Meno interessi economici sulle discariche private e più impianti pubblici che favoriscano l’impiego di risorse umane”