Cittadini per la giustizia: “L’ospedale di Gela al collasso”

“Morire di attesa al pronto soccorso è il termometro della situazione di collasso che si registra all’ospedale di Gela. L’episodio che ha interessato qualche giorno fa un cinquantatreenne gelese rappresenta la sintesi dell’inadeguatezza amministrativa dell’Asp e del Governo regionale. Inutile investire di responsabilità i pochi medici che, ogni giorno, vivono in prima linea i risultati di una sanità malata, vittima delle ristrettezze economiche per nulla adeguate al bisogno di salute della popolazione”. Questo è quanto comunicato del presidente dell’associazione ‘Cittadini per la Giustizia’, avv. Lucio Greco, a dopo la presa di posizione dei sindacati e dell’amministrazione comunale di Niscemi. “Condivido appieno quanto hanno denunciato le organizzazioni sindacali in tema di sanità  – dice Greco – e ritengo che questa sia una battaglia sociale da portare avanti con impegno e determinazione, in quanto il diritto alla salute è  il più prezioso e inalienabile per l’uomo. Si va dalle esigenze più elementari, come quella di una visita programmata e rinviata a diversi mesi, alle file al pronto soccorso che possono sfociare, come è avvenuto, in una morte improvvisa. Ma dietro un episodio di questo tipo non si può non pensare alle scelte amministrative che vengono dall’alto e che hanno ridotto al lumicino il personale dell’ospedale che, ogni giorno, presta servizio a centinaia di persone con uno o due medici a fronte di una richiesta di assistenza superiore alle reali possibilità. Perché, se le sale di assistenza sono occupate e i medici in servizio impegnati, a chi attribuire responsabilità, se non a chi non assegna personale sufficiente?  Solo con un organico completo si possono evitare episodi spiacevoli come le morti in sala d’attesa, le aggressioni ai medici e la mancata assistenza in tempi ragionevoli. Per questo motivo condivido con le organizzazioni sindacali la richiesta di adeguare gli organici medici e paramedici e definire un posto di Polizia fisso presso i pronto soccorso, ormai  soppresso da anni.  Il Governo della Regione prenda iniziative concrete  e dia input  precisi all’Asp per realizzare l’ adeguamento degli organici, tenendo conto che l’area di crisi prevede una serie di agevolazioni che si innestano nel quadro della questione ambientale che a Gela resta aperta e che induce una parte consistente della popolazione a rivolgersi alle strutture sanitarie dove però mancano medici e posti letto”.