Classifica del Sole 24 ore, sulla vivibilità delle 107 province italiane. Premiata Ravenna, Caltanissetta al 102° posto. Ragusa è la città siciliana in cui si vive meglio

 Ogni anno, da 25 anni, il Sole 24 ore stila  una classifica delle province italiane in base alla qualità della vita, tenendo conto di diversi parametri: servizi, ambiente, salute, asili, affari e lavoro, popolazione. Nell’edizione del 2014 al primo posto c’è Ravenna; nel 2013 aveva invece vinto Trento che quest’anno è seconda. In Sicilia Agrigento è la città d’Italia dove la qualità della vita e’ peggiore. Il capoluogo della Valle dei Templi, che già in passato aveva ottenuto questo prima negativo, nel 2007 e nel 2009, ha perso quest’anno 11 posizioni ed e’ scivolata dal 96esimo in coda alla classifica, piazzandosi 107esima. Ragusa e’ per contro la città siciliana dove si vive meglio: e’ al 75esimo posto, e anche se resta molto lontana dalle prime, tutte del Nord, sale di nove posti rispetto al 2013. Dopo di lei, in Sicilia c’e’ Siracusa, che scala la graduatoria di 6 posti e finisce 83esima. Quindi Trapani, che e’ 92esima e recupera 6 posizioni, piazzandosi meglio di Palermo. Il capoluogo regionale si colloca al 95esimo posto, ma può consolari con il miglioramento di 11 posizioni rispetto allo scorso anno. Recupera meno, solo 2 posizioni, Catania che si trova al 99esimo posto, seguita da Enna, che scende di 13 posti ed e’ 101esima, e Caltanissetta, 102esima con un arretramento di due posizioni rispetto al 2013. In generale si può dire che c’è un forte divario territoriale: è ancora netta la divisione tra un Nord che nonostante la lunga crisi in qualche modo se la “cava” e un Sud rallentato dalle emergenze sui fronti del lavoro, delle infrastrutture e dell’ambiente. Nei primi 10 posti ci sono città medie o piccole (salvo Milano, ottava), del Nord Est o montane.  “Questo dato – ha commentato il sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo – dimostra come sia necessario cambiare logica e fare sistema e questo credo che sia uno stimolo per i sindaci del territorio a fare quello che stiamo facendo a Caltanissetta da qualche mese. E’ necessario condividere gli obiettivi strategici nell’ambito dello sviluppo economico soprattutto attraverso la valorizzazione del comparto agroalimentare, principale settore vocazionale nisseno, ma anche innovazione tecnologica, infrastrutture e promozione del territorio. Era evidente che, non avendo un solido sistema alla base, non soltanto nell’ambito comunale e provinciale ma riferito anche alle aree interne del centro Sicilia non potevano migliorare. Bisogna diventare competitivi attraendo il turismo di quei luoghi che hanno un’identità forte da valorizzare e inserire nei circuiti”.