Club Unesco: raccogliamo fondi per riprendere gli scavi nell’area archeologica gelese

“La popolazione locale deve prendere consapevolezza che valorizzare il Patrimonio storico archeologico significa attrarre turisti e quindi occupazione e sviluppo economico per Gela”. Lo afferma Giuseppe Nicoletti del Club Unesco. “Convegni, seminari, tavole rotonde informativi – continua Nicoletti- non sono più sufficienti per invertire la tendenza negativa di una città ricca di importanti beni culturali di elevato valore scientifico in perenne condizione di attesa dell’intervento degli enti locali oggi soffocati da una drastica riduzione di risorse finanziarie. La collettività gelese deve sentirsi in dovere di intervenire, anche finanziariamente, per sostenere direttamente progetti che diano lustro alla città che è chiamata a riprendere il suo cammino economico sociale interrotto cinquant’anni fa e sfatare una volta per tutte il luogo comune che in uno stesso ambito territoriale il turismo culturale e l’agricoltura non possano coesistere con l’industria ecosostenibileNe è un esempio l’economia di Ravenna in Emilia Romagna, un eccellente mix tra turismo, industria ed agricoltura. Si è’ ancora in tempo per inventarsi una nuova economia del territorio basata su tre direttrici di sviluppo : l’l’industria riconvertita basata  sulle nuove tecnologie,  sulla green economy, sulla produzione di energia alternativa, rispettosa dell’ambiente; l’agricoltura moderna con le colture biologiche specializzate ed il recupero delle produzioni agricole tipiche che valorizzino l’identità del territorio”. 

il settore del turismo culturale di cui il territorio in natura dispone della materia prima costituita da un  grande patrimonio storico archeologico di inestimabile valore. Gela ha delle esclusive,i suoi reperti storici, unici al mondo per il loro elevato interesse scientifico come le mura greche Timoleontee , i reperti delle navi greche, di prossima musealizzazione, l’acropoli greca di Mulino a vento, il pregevole monetiere greco e gli altri importanti reperti custoditi nel Museo archeologico a cui si aggiungono uno dopo l’altro reperti di esclusivo valore scientifico recentemente rinvenuti come un’altra nave greca e l’oricalco, un metallo risalente a 26 secoli fa che la leggenda fa risalire ad Atlandide e di cui non erano mai state rinvenute tracce. Oltre al patrimonio ambientale della Riserva naturalistica del Lago Biviere e della Necropoli di Disueri. ” L’esistenza di cotanto importante patrimonio culturale – aggiunge Nicoletti- deve necessariamente essere inserito in un sistema turistico culturale una rete integrata tra i vari siti culturali dell’area sud-orientale della Sicilia che preveda anche la valorizzazione del patrimonio enogastronomico e dei prodotti locali e  delle tradizioni religiose. Non è più tempo di  iniziative estemporanee  ed isolate, è necessario progettare un piano di marketing  turistico del territorio che lo riqualifichi e  lo presenti al turista per  l’originalità della sua identità che parta dalla storia, dalle tradizioni e sappia farsi apprezzare per il suo ambiente, i suoi paesaggi, la sua natura. Se si intraprende questo cammino le aspettative di nascita di nuove imprese, nuova  occupazione e sviluppo economico sociale, saranno più che concrete. La collettività è necessario che prenda coscienza che non si può assistere passivamente  aspettando l’apporto finanziario dello Stato, della Regione, del Comune che stretti nella morsa della spending rewue sempre più dedicheranno meno risorse finanziarie al settore dei beni culturali. Pertanto, se si vuole uscire dalla crisi in cui versa il territorio è necessario intervenire in vario modo per innescare processi di crescita economica ed opportunità di lavoroanche con iniziative corali. In un recente convegno al Museo Archeologico le archeologhe dell’Università di Messina  auspicavano un maggiore coinvolgimento del modo dell’imprenditoria locale per sostenere una  vasta campagna di prospezioni geofisiche nelle aree di Molino a Vento e Bosco Littorio da cui potrebbe scaturire una ricostruzione della città greca.”

La raccolta fondi promossa dal Club Unesco di Gela vuole essere uno stimolo per i privati, incentivati anche dalla deducibilità fiscale e dal credito d’imposta della legge Franceschini,  con l’obiettivo di finanziare la ripresa degli scavi nell’area archeologica i cui risultati dovranno essere portati alla ribalta internazionale per stimolare l’interesse a visitare il territorio.  

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