Coinvolti nel furto di 10 fuoristrada. Ordinanza cautelare per sette persone

Un vero e proprio sodalizio dedito ai furti di veicoli di grossa cilindrata, prevalentemente Range Rover e furgoni Mercedes, in alcuni casi anche su commissione.

Per tale motivo I carabinieri della Compagnia di Saronno in collaborazione con la Compagnia di Gela hanno eseguito una ordinanza cautelare nei confronti di sette persone, cinque delle quali in carcere e due sottoposte all’obbligo di presentazione alla p.g.

I sette devono rispondere di  furto, ricettazione e riciclaggio.

L’operazione ha avuto origine nel mese di giugno dello scorso anno, a seguito del ritrovamento di 4 veicoli fuoristrada di grossa cilindrata, risultati essere provento di furto, avvenuto all’interno di un cortile di pertinenza di una privata abitazione, in Caronno Varesino (VA).

In particolare, i carabinieri della Stazione di Carnago (VA), occupati nelle ricerche di un Range Rover rubato pochi giorni prima, erano riusciti a determinare l’area in cui il veicolo era stato nascosto, grazie alle indicazioni del dispositivo satellitare di cui era dotato.  Battuta la zona, i militari sono riusciti a localizzare l’autovettura e – a seguito di un’accurata ispezione – hanno rinvenuto  all’interno dello stesso cortile del veicolo ricercato, anche gli altri tre fuoristrada, risultati tutti rubati.

I proprietari dell’area non hanno fornito indicazioni soddisfacenti sulla provenienza della refurtiva, dichiarando esclusivamente di averne consentito il parcheggio, su richiesta di loro conoscenti di Tradate, padre e figlio titolari di un’autofficina.

La conseguente attività d’indagine ha permesso di accertare che tale officina costituiva in realtà una base logistica, utilizzata per riciclare le auto rubate attraverso la ribattitura del numero di telaio e la modifica delle targhe. Dopo i primi riscontri positivi, l’intero nucleo familiare si era nel frattempo spostato a Gela, cessando l’attività commerciale.

In di due mesi sono stati contestati al gruppo d’azione circa venti eventi delittuosi. Il modus operandi si ripeteva sistematicamente: due ucraini, residenti sul territorio nazionale, eseguivano i furti e trasportavano i mezzi rubati presso l’officina tradatese, dove padre e figlio li “ripulivano” per poi farli reimmettere nel mercato clandestino di vendita di auto.

Durante l’esecuzione dell’attività sono state rinvenute e restituite ai legittimi proprietari, nel complesso, dieci auto rubate.

Nell’articolata composizione delinquenziale, che vedeva appunto gli stranieri esecutori, i tradatesi operatori del riciclaggio, un commerciante torinese mediatore, compare anche la figura di un altro commerciante di Fagnano Olona che si prestava in qualche occasione a coadiuvare gli indagati principali nel trasporto finalizzato all’occultamento dei veicoli rubati da una sede all’altra.

Le zone in cui il sodalizio ha operato sono quelle dell’hinterland milanese e dell’alta Lombardia.