Comfort food: alimenti per la mente

Una giornata pesante a lavoro, un litigio, una preoccupazione in più e si scatena un’improvvisa voglia di cioccolato, di patatine o di qualsiasi altro cibo che di solito non abbiamo l’abitudine di consumare. 

Che cosa ci spinge verso questi alimenti “consolatori”?
Esiste un particolare connubio tra cibo ed emozioni: gli alimenti o i piatti che regalano un senso di piacere a chi li consuma, che soddisfano un bisogno emotivo e che sono noti per la sensazione di benessere che sprigionano rientrano in quello che è definito comfort food.
Ognuno ha il suo comfort food (può essere non solo a base di cioccolato ma anche pane, burro e marmellata biologica, una torta di mele, una zuppa o le patate al forno), esso è legato ad un piacevole ricordo, all’infanzia, alla nostra sfera emotiva in generale.
Si tratta di cibi che non vanno eliminati dalla nostra alimentazione – sono importanti per noi – tuttavia non se ne può abusare, specialmente se molto dolci e grassi.
Del resto non è solo la capacità di confortare e coccolare, la scienza ha dimostrato che determinati squilibri nutrizionali possono incidere negativamente sull’umore, causando tristezza e depressione. 
Infatti, vi sono alimenti che favoriscono il rilascio di endorfine, di dopamina e di serotonina (le noci e il cioccolato fondente ad esempio), le quali contribuiscono a ridurre lo stress; ma nel caso del comfort food, la capacità di influire sull’umore grazie al rilascio di sostanze naturali si carica di un valore sentimentale.
La combinazione di aspetti psicologici e fisiologici è ormai ben chiara: il sistema emozionale cerebrale è connesso all’intestino, basti pensare che gran parte della serotonina in circolo è prodotta dal sistema digerente. 
Inoltre, queste sostanze vengono prodotte a partire dagli amminoacidi presenti nel cibo, e per metterle in moto il cervello ha bisogno anche di vitamina C, zinco, acido folico e soprattutto di omega 3. 
L’aspetto positivo del comfort food è che può essere un momento da dedicare a se stessi quanto agli altri, prediligendo metodi di cottura lenti, che richiedono più attenzioni e usando spezie e erbe aromatiche che stimolano l’olfatto e riportano alla mente “dolci” ricordi.

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