Commemorazione Guccione. Mulè: i caduti terranovesi della Grande Guerra sono stati 602. Ecco la biografia del tenente

Domani, sabato 19 dicembre, l’amministrazione comunale commemorerà il centenario della morte del tenente Giovanni Guccione, medaglia d’oro gelese della prima guerra mondiale. Ecco una breve biografia redatta dal prof. Nuccio Mulè dove si itrecciano la vita del tenente e la storia di Gela. Ma una cosa fondamentale ha sottolineato il professore Mulè, e cioè che le amministrazioni che finora si sono susseguite hanno consegnato, oltre alla medaglia d’oro al tenente Guccione, anche 28 medaglie di argento, e 25 di bronzo ad altrettanti eroi terranovesi che combattereno durante la Grande Guerra. Ma i caduti a Gela sono stati 602. Il più grande numero di eroi che ha contribuito all’Unità nazionale. Ecco la biografia di Giovanni Guccione. “Sottotenente del 76° Reggimento Fanteria del Regio Esercito Italiano, il 21 ottobre 1915 nelle Alture di Selz sul Carso, alla testa di un plotone di soldati, mentre stava creando un varco su un reticolato di filo spinato, che impediva di spostare al coperto l’artiglieria italiana soggetta ai colpi dell’esercito austriaco, fu colpito inesorabilmente a morte dal fuoco nemico.

   Ma oltre al Guccione vi furono più di 600 soldati, dei circa tre mila terranovesi andati a combattere, che immolarono la propria vita per combattere le potenze imperiali; di essi, nel Parco delle Rimembranze, dove tuttora si erge il monumento ai caduti della guerra del 1915-18, fino agli anni Quaranta esistevano degli alberi con apposte più di 200 targhe di ferro smaltato che ricordavano i nomi.

   Giovanni Guccione, Medaglia d’Oro al Valor Militare nella Prima Guerra Mondiale, nacque a Terranova di Sicilia il 4 gennaio del 1891, da Gaetano e da Giuseppa Perricone.   

   Della sua fanciullezza si sa ben poco, a parte che frequentò la locale Scuola Tecnica Paolo Emiliani Giudici per trasferirsi poi a Caltanissetta a frequentare il Regio Istituto Tecnico. Nel 1910 conseguì con profitto il diploma nella specializzazione fisico-matematica; continuò gli studi iscrivendosi all’Università di Catania nella facoltà di Ingegneria; due anni dopo si trasferì a Torino per entrare nella Regia Accademia Militare, uscendone nel 1914 col grado di Sottotenente di Complemento e aggregato al 76° Reggimento di Fanteria a Messina. Ufficiale colto e di carattere socievole, si conquistò la stima dei superiori, dei colleghi e dei soldati.

   Il 24 maggio 1915, il suo Reggimento ebbe l’ordine di partire verso la Slovenia, sul Car-so, per la difesa della Patria. Alle prime prove di fuoco il Guccione scrisse in una lettera alla madre: “…Fate coraggio, speranza e fede. Andate superba e orgogliosa di avere un figlio ufficiale che combatte per la grandezza e la gloria della Patria.”; ed ancora in un’altra: “…State quindi allegri: il vostro Giovanni, per ora, nulla soffre; egli è allegro, giulivo, e la sera insieme ai suoi compagni, tra una fucilata e l’altra, passa delle ore felici, cantando delle canzoni e degli inni.”

   Il 21 ottobre, nelle cave di Selz, combatté tutta la giornata con la forza dei suoi vent’anni, ma al volgere della sera con l’impeto del coraggio uscì dalla trincea e, seguito dai fanti del suo plotone, si scagliò impetuoso con la pistola in pugno verso le linee avversarie, incurante del fuoco violento delle mitragliatrici. Entrò nel reticolato nemico svellendone i pali e quando, con lo sprezzo della vita, stava per raggiungere l’avamposto nemico, una pallottola arrestò per sempre il battito frenetico del suo cuore; il corpo dell’eroe dissanguato e con il viso rivolto al cielo, rimase lì in mezzo al reticolato per diversi giorni fino a quando fu pietosamente recuperato e trasportato al cimitero di Ronchi dei Legionari per la sepoltura. Tempo dopo la salma del Guccione fu traslata nel Sacrario Militare di Redipuglia.

   Per l’eroismo di Giovanni Guccione, Re Vittorio Emanuele III, con Decreto Luogotenen-ziale del 4 febbraio 1916 volle, di “motu” proprio, conferire alla sua memoria la più alta onorificenza al valor militare: la Medaglia d’Oro con la seguente motivazione: “Con eroico impeto e foga trascinatrice, alla testa del suo plotone raggiunse un reticolato nemico, vi si internò, svellendone egli stesso i paletti e trovandosi nella obbligata sosta che lo espose a violentissime raffiche di fuoco incontrò onorata e gloriosa morte, presso Selz il 21 Ottobre 1915. Decorato di medaglia d’oro.” Nel febbraio del 1929, inoltre, gli fu concesso alla memoria il brevetto con la medaglia commemorativa Interalleata della Vittoria.

   Il Comune di Gela nel 1937 fece edificare nelle immediate vicinanze del municipio un monumento alla memoria di Guccione e di un altro eroe, Luigi Casciana, per perpetuarne il ricordo ai posteri, ma nel 1953, in base ad un’ordinanza prefettizia di “defascistizzazione”, fu smontato e relegato in un magazzino dello stesso marmista che l’aveva realizzato, dove col tempo se ne persero definitivamente le tracce, nonostante che era stato deciso di ricollocarlo al proprio posto; tempo dopo, allo stesso Guccione, fu dedicata la caserma del Comando del Distretto Militare di Caltanissetta”.

   La concessione di onorificenze al valor militare ai combattenti terranovesi della Grande guerra, oltre alla medaglia d’oro Guccione, furono: 28 medaglie d’argento e 25 di bronzo

 

  ” Dispiace il fatto che questa amministrazione – ha detto il professore Mulè – non abbia tenuto conto, con la dovuta importanza che meritava, di commemorare il centenario dell’entrata nella Grande Guerra dell’Italia e, in particolare, il sacrificio di ben 602 caduti conterranei che ha fatto di Gela una delle maggiori città siciliane, ma anche italiane, che ha contribuito generosamente all’Unità Nazionale”.