Con famiglia e mutuo da pagare, la disperazione degli operai dell’indotto. Intanto si attende la convocazione da parte del ministero del Lavoro

Dal 30 novembre per molti di loro scadranno gli ammortizzatori sociali, e già da adesso avvertono la disperazione sul come dovranno organizzare la loro vita dopo tale data. Si tratta di 150 operai dell’indotto Eni, che stamani sono tornati a far sentire la propria voce al municipio di Gela.  Con famiglia, molti con mutui alle spalle e la prospettiva di restare senza lavoro, hanno più volte interrotto le sedute del consiglio comunale, ricevendo delle rassicurazioni da parte del primo cittadino, Ma a loro l’accordo firmato al Mise non li convince per nulla. Non sanno nè quando comincerà a essere espletato il piano di investimenti per Gela, nè quando verrà avviata l’area di crisi. E ora l’unico barlume di speranza viene dal possibile vertice al Ministero del Lavoro che dovrebbe tenersi nel mese di dicembre  ma finora, nonostante i sindacati abbiano chiesto di accelerare i tempi,  non è giunta nessuna convocazione

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