Consiglieri Comandatore e Panebianco: capire le ragioni dell’affidamento all’avvocato aquilano

“Capire le  ragioni di tale affidamento ad un avvocato del foro dell’Aquila”. Questa é l’interrogazione che i due consiglieri comunali, avvocati anche essi, Anna Comandatore e Giovanni Panebianco, e riguardante la scelta della Giunnta comunale sull’avvocato Ferndinado D’Amario, di rappresentare il comune  nei confronti di Enimed, nel procedimento che è stato avviato davanti alla commissione provinciale tributaria a seguito di una serie di richieste fiscali al gruppo petrolifero. I due consiglieri si chiedono che l’avvocato aquilano sia iscritto  “nell’Albo degli Avvocati istituito per gli affidamenti presso il Comune di Gela anche in ordine ad una sua competenza nell’ambito Tributario, essendo tale la materia per cui è stato nominato, e delle motivazioni che hanno spinto la Giunta in ordine alla determinazione di un compenso quota-lite che porterebbe al nominato professionista, in caso di vittoria, la somma non indifferente di  27.0000 euro”.  Ciò sarebbe in contrasto con il “Regolamento adottato nel 2014 e con una evidente disparità di trattamento nei confronti degli altri avvocati nominati che sono costretti  ad accettare la decurtazione del 10% sui compensi tariffari calcolati al minimo e che nei disciplinari di incarico non si sono visti prevedere tali pattuizioni”.