Consiglieri M5S: Eni investa integralmente i 2,2 milioni di euro in bonifiche. L’amministrazione abbandoni la strategia industriale

Interviene sulla Vertenza Gela il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle, sottolineando come Il consiglio comunale abbia  dimostrato di essere unito su un punto fondamentale, quello di trasformare la questione della riconversione industriale di Gela in un caso nazionale.  “Abbiamo espressamente chiesto all’amministrazione – comunicano i componenti del gruppo consiliare pentastellato – di interrompere gli incontri istituzionali per rimarcare ancora di più il livello della protesta. Non ci possono essere trattative se sul tavolo non ci sono chiari progetti di bonifica e risanamento dell’area di Gela. Il futuro industriale di questa città passa dalla capacità di attrarre investimenti che possano cambiare l’economia della città. Nessuna azienda deciderà di scommettere su un sito inquinato senza che prima vi siano state le dovute attività di risanamento. Nessuno investirà i propri soldi per risanare danni altrui. Per questo motivo la politica e tutta la città deve pretendere che partano le attività di risanamento. Per potere avere lavoro futuro e a lungo termine.

Non può essere accettata – continuano – la politica di Eni e del protocollo di intesa. Oltre due miliardi presunti di investimento su Gela di cui un miliardo e otto solo per le trivellazioni a mare. In pratica ci dicono: volete l’uovo incerto oggi o la gallina domani? E noi dovremmo scegliere l’uovo incerto. Eni lascia solo quattrocentomila euro per bonifiche e raffineria verde, non prevede un progetto di riconversione a lungo termine e, forse, promette qualche posto di lavoro per pochi mesi. Questo è un fallimento politico.

Chiediamo all’amministrazione – concludono –  di non accettare questa strategia industriale, chiediamo di pretendere che si metta in campo una vera politica di riconversione, che permetta alla città di crescere nel futuro e di attrarre investimenti.

L’accordo di programma può diventare questo strumento e per questo motivo va condiviso e sviluppato sul territorio.

Ad Eni diciamo che se vuole investire su Gela lo faccia destinando integralmente i due miliardi e duecento milioni di euro sulle attività di bonifica e risanamento. Questo potrebbe essere un vero inizio per il cambiamento.”