Consulta sulla bellezza della città? Iudice: a cosa serve se non produce effetti. Che fine ha fatto il museo di arte contemporanea?

Dopo l’annuncio da parte dell’assessore Francesco Salintro sull’istituzione di una Consulta, composta da artisti, poeti, designer, architetti e scrittori, per valutare l’impatto l ’impatto urbanistico di nuovi progetti edilizi e architettonici, interviene l’artista gelese Giovanni Iudice, sulla sua pagina Fb. “A cosa serve un comitato scientifico della bellezza  se non produce effetti esecutivi? Da anni ormai lotto per la tutela della Bellezza nel mio territorio senza inganno ne profit.” Ha scritto l’artista che ha raggiunto negli ultimi anni una fama internazionale. La consulta, i cui componenti verranno scelti in base al curriculum posseduto, avrà un parere non vincolante. Proprio un anno fa Iudice aveva dichiarato del suo progetto, in accordo con l’assessore all’urbanistica Francesco Salinitro, di creare   un comitato scientifico a più voci che avrebbe lavorato al progetto Museo, con cinque curatori coinvolti, tra cui il prof. Francesco Gallo Mazzeo e il critico d’arte Vittorio Sgarbi. L’obiettivo sarebbe stato la creazione, oltre che di un museo permanente con le 200 opere donate dagli artisti, tanti contenitori temporanei. Il tutto per dare alla città un’idea non unilaterale di pensiero critico, ma che possa variare da curatore a curatore. L’artista ha sempre lottato per sostenere la bellezza come bene di tutti, e si era esposto in prima linea  a farvore del sindaco Domenico Messinese e della sula ex giunta. Ma dopo l’allontanamento del tre assessori di Paola, Lorefice e Damante, l’artista ha preso le distanze dal sindaco ex pentastellato. “La mia lotta per la bellezza è nota a tutti quelli che in questi anni mi hanno conosciuto di più passando anche dal mio atelier condividendone idee e la mia figura pubblica l’ho favorita per la causa comune della Bellezza come bene di tutti e non per il bene dei pochi. Mi sono lungamente scontrato con il tallone di ferro dell’oligarchia cercando di sensibilizzare i politici dell’esecutivo. Per questo, solo amore verso una città dimenticata dallo Stato”, ha scritto su Facebook.  L’artista  da anni lotta con i NoPeos a Gela come a Licata e Butera contro le Pale Eoliche sul Golfo di Gela. “In questi tre anni, sono uscito dal silenzio del mio lavoro di artista per fomentare il cambiamento perché noto con torpore un declino generale di un territorio che ha tante risorse naturali e monumentali”. L’artista nelle sua pagine facebook ha denunciato più volte un’archeologia sparita, e i misfatti contro il nostro patrimonio. “Sono d’accordo alla consulta sulla Bellezza(lo dico da anni e lo dicevo anche all’ex sindaco Fasulo) adottata da questa attuale amministrazione nel merito ma non nel metodo, secondo me vano”. Scrive l’artista. “A  cosa serve un comitato scientifico se non produce effetti? Una Commissione di Artisti, Poeti e Design per produrre cosa? Un parere facoltativo e non esecutivo? Falsa democrazia è dare voce agli esteti e ai liberi per poi fare carta straccia o chansonnier mediatica…? “, ha commentato l’artista.