“Continua a ballare da lassù”, la città piange Margot

Era l’allieva che ogni insegnante di danza avrebbe voluto avere. La piccola Margot balla adesso fra gli angeli, tradita da un male che l’ha strappata alla sua famiglia all’età di otto anni, quasi nove. Sono tanti i messaggi di affetto che si susseguono da quando questa drammatica notizia ha scosso un normale giovedì della settimana.

La piccola Margot lottava da tempo contro un tumore. “Sii il nostro angelo custode – ha scritto sulla pagina facebook ufficiale la scuola Arabesque di Viviana e Annalisa Perna, insegnanti di danza della bambina – le danze si fermano quando si ferma il cuore, continua a ballare da lassù”.

A stringersi al dolore della famiglia anche la Lida. “La nostra piccola è tornata alla casa del padre – hanno scritto, mostrando vicinanza a due volontarie, parenti di Margot – una bimba di otto anni meravigliosa!”. “Qualche giorno fa ho incrociato i tuoi occhi, neri e profondi – ha scritto chi la conosceva – erano smarriti, ma tenevi per mano la tua mamma. Che la terra ti sia lieve”.

 

C’è sgomento, incredulità e rabbia fra i cittadini. “Non si può morire a otto anni – ha aggiunto qualcun altro – non possiamo accettarlo. La strage di innocenti continua”. E forse è proprio su questo concetto che la cittadinanza dovrebbe fermarsi a riflettere. Su una strage di innocenti che non fa sconti né di sesso né di età. Una strage che ad oggi non riusciamo ancora a fermare.