Continua la lotta del Personale Educativo, escluso dal piano assunzione della Buona Scuola

Esistono anche loro, ma il ministro Giannini se ne è dimenticato. Continua la lotta del Personale Educativo  (classe di concorso PPPP) che, pur facente parte delle Gae (Graduatorie ad esaurimento),  è  stato ingiustamente eliminato dal piano di immissioni in ruolo previsto dalla Buona Scuola. Giorno 24 aprile 80  educatori, provenienti da ogni parte di’Italia, si sono dati appuntamento  in Piazza Montecitorio, per un corteo indetto da Anief, Unicobas e Ubs.

Da mettere in evidenza che il disegno di legge Buona Scuola, prevedeva fin dall’inizio un piano di assunzione di tutti i docenti e del personale educativo, inserito nelle Graduatorie permanenti ad esaurimento, ma il disegno di legge arrivato alla Camera, non menziona più la classe di concorso PPPP, come destinataria di contratto a tempo indeterminato. Da sottolineare che  il personale educativo dei Covntti e degli Educandati è equiparato, secondo il CCNL (2006/2009) art. 121, ),  ai docenti di scuola elementare, sia come stato giuridico, che economico, e che secondo il CCNL (Capo XI – Personale delle Istituzioni Educative, art. 127-134), così come esistono i docenti d’infanzia, di sostegno, della primaria (a cui sono equiparati), esistono i  docenti educatori, classe di concorso L030 (III), ordine di scuola PPPP.

Quello che chiedono gli educatori è il loro inserimento nel Piano assunzioni, così come avviene per i docenti, in quanto la loro esclusione sarebbe una grossa discriminazione, che porterebbe ad aprine molti contenziosi. Il ministro Gianni più volte ha dichiarato pubblicamente che “gli iscritti nelle Gae sono assimilati per legge ai vincitori di concorso”, quindi la stessa cosa dovrebbe valere  per gli educatori, che hanno superato un concorso di abilitazione ì bandito dal Miur, per accedervi.

Il sit-in a Roma di giorno 24 aprile ha avuto lo scopo di rendere visibile  tale classe di concorso che finora è stata messa da parte dal Ministro Giannini. Secondo Antonio D’Auria, dell’Usb pubblico impiego, il Ddl è punitivo nei confronti di tale categoria. . “Gli educatori svolgono un’ importate funzione socio-educativa, all’interno delle istituzioni educative”, ha detto Maddalena Lo Fiego, educatrice precaria.

Sul social network Facebook, si è costituito il gruppo degli educatori, che raccoglie  finora 1260 iscritti, coordinati da Vittorio Balestrieri. L’obiettivo è quello di far sentire la propria voce, e di evitare che  si venga messi da parte, senza prospettive future. Ormai i convitti e gli educandati sono ridotti al lumicino, ma tale personale potrebbe trovare sistemazione anche nelle istituzioni scolastiche, al fine di rendere possibile la loro apertura nelle ore pomeridiane, e combattere la dispersione scolastica. 

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