Continua l’agonia del porto di Gela: tutto fermo. Eppure le firme c’erano tutte

Sul porto di Gela continua la beffa. Le firme c’erano tutte per poter iniziare il lavoro di riqualificazione del porto di Gela ridotto ormai in un cumulo di sabbia. Era il 27 novembre del 2016, quando alle Regione alla presidenza della Regione, fu firmato l’accordo che avrerbbe previsto il dragaggio e l’allungamento del braccio di ponente che avrebbero portato al ripristino funzionale e il potenziamento del porto rifugio.

Allora era presenti il presidente della Regione Rosario Crocetta, il sindaco di Gela, Domenico Messinese, il responsabile regionale della protezione civile, Calogero Foti e i vertici dell’Eni. Tutto rientrava nel Protocollo di Intesa per l’Area di Gela, sottoscritto il 6 novembre del 2014. All’incontro palermitano, erano presenti anche rappresentanti della giunta comunale, e i parlamentari gelese all’Ars, oltre i diversi esponenti del comitati del porto. Si fecero grandi annunci. Dopo tanti viaggi della speranza finalmente la città avrebbe avuto presto un porto nuovo.

Da quella data, ad oggi, 8 mesi e 7 giorni. Ed è tutto fermo. Anzi no tutto sottosopra. In quanto dopo infinite riunioni la regione e protezione civile avevano deciso di dare un contentino alla città di Gela effettuando dei lavori di emergenza, solo quelli, senza interventi risolutivi. Scavare un corridoio che permettesse ai mezzi di soccorso e alle imbarcazioni dei pescatori di entrare e uscire dal porto. Niente finora caratterizzazione che era fondamentale per la realizzazione dei lavori di dragaggio. Ma ecco che ad un mese dell’arrivo della Draga Vega 1, la sabbia dragata e riportata in spiaggia, tra l’altro in un un territorio Sin  (sito di interesse nazionale) per il rischio industriale e senza una preventiva caratterizzazione, non ha convinto il Ministero dell’ambiente.

E dopo varie segnalazione anche da parte dei privati e a comunicazione alla procura da parte del sindaco i lavori sono stati stoppati. Sui lavori di emergenza non erano stati mai d’accordo la maggior parte dei componenti del Gruppo di lavoro e lo stesso sindaco, che aveva sempre reclamato i lavori risoluti. I lavori della draga Vega 1 doveva essere il primo step dei ai lavori complessivi al porto rifugio, necessari a mettere fine al costante insabbiamento del sito. E ora? Tutto è fermo.