Cosiglieri Pd: si intervenga sul porto rifugio. Presentata mozione con serie di proposte

Una serie di piccoli interventi  ma indispensabili, da effettuare per riportare il Porto Rifugio di Gela a delle condizioni di efficienza e sicurezza.
Questo è quanto richiesto nelle mozione che il gruppo dei consiglieri del Partito Democratico ha presentato al presidente del consiglio Alessandra Ascia, in modo da essere inserito nella  prima seduta di  Question Time.
Una mozione che nasce dalle sollecitazione del Comitato Spontaneo Porto del Golfo di Gela, che ha portato avanti tante battaglie per evidenziare ai vari Enti la problematica dell’insabbiamento del Porto di Gela. Una serie di interventi sul porto, il cui insabbiamento ha ridotto l’imboccatura on fondali ridottissimi (1,20 / 0,90 mt.), è stata proposta dai consiglieri, e che riguardano innanzittuto “l’allungamento del braccio di Ponete, per circa 80 / 100 mt., possibilmente utilizzando gli stessi massi del braccio di Levante, che a sua volta verrebbe smontato per circa 100 mt, riportandolo alla dimensione originaria di progetto, e soprattutto riportando l’orientamento dell’imboccatura del Porto verso levante, ( così come tutti i Porti esistenti a Sud della Sicilia)”.
Altri interventi proposti sono: 
1)Rimozione del relitto della motonave New Rose, recupero dei serbatoi corrosi e arrugginiti, e del loro contenuto, altamente inquinante;
2)Rimozione dei flangi flutti a ovest del Porto, con il conseguente riposizionamento naturale della battigia allo stato originario (pre-posizionamento);
3) Escavazione dell’imboccatura e dello specchio d’acqua interno del Porto, riportando i fondali a circa 4/5 mt, originariamente esistenti, prima dei disastrosi interventi;
4)Sistemazione minima della banchina Nord, recentemente liberata dai massi e tetrapodi utilizzati per il Porto Isola, con il posizionamento di sedute e piante, camminamenti e parapetti, eventuali servizi, il tutto per rendere dignitosamente fruibile il Porto Rifugio.
5)Ripristino della vecchia barra in metallo, con una barriera metallica ad automazione a motore, comando a distanza con finecorsa meccanici, e barriera fotoelettrica di sicurezza, lettore di carta e telecamere di controllo, da realizzarsi all’ingresso del molo di levante, al fine di selezionare l’accesso veicolare solo agli addetti (forze dell’ordine, capitaneria, emergenze, addetti e associazioni diportistiche) mentre l’accesso pedonale sarà sempre garantito.  
I consiglieri sottolineano che, nonostante le numerose riunioni tecniche tenute con gli Enti preposti (Regione Sicilia, Protezione Civile, Comune di Gela), nessun intervento concreto si intraveda  per dare soluzione nell’immediato alla problematica  dell’insabbiamento del Porto, e tale situazione comporta il rischio del blocco totale delle attività diportistiche e portuali da parte della Capitaneria di Porto di Gela.
Sicuramente le cause dell’insabbiamento del porto sono da ricercarsi, oltre alla prevalenza dei venti e delle correnti che spirano da Ovest verso Est,  nella storia dei  vari interventi che sono stati effettuati, come l’allungamento di circa 100 mt. del braccio di levante negli anni ’80, che ha creato un “cul-de-sac”, agevolando l’ingresso di grossi quantitativi di sabbia all’interno del Porto. O la collocazione a ovest del Porto Rifugio di barriere flangi flutti, a circa 200 mt. dalla riva. O l’incagliamento della motonave New Rose, tra le barriere flangi flutti e il molo di ponente, che, a causa di una mareggiata nel novembre del 1991, ha aggravato l’insabbiamento esterno del Porto e conseguentemente dell’interno del Porto, oltre che al danno ambientale  (inquinamento da idrocarburi e relitti);
 

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