Creare una direzione del Parco archeologico di Gela: ecco la proposta di Italia Nostra

“Italia Nostra” , Consiglio Regionale Siciliano propone una serie di modfiche  sull’istituzione del “Servizio Polo Regionale di Gela e Caltanissetta e per i siti culturali. Parco Archeologico di Gela”, dividendolo tra Polo regionale di Caltanissetta, e Direzione del Parco Archeologico di Gela. Il primo  sarebbe un Museo Regionale Interdisciplinare di Caltanissetta che  sia in grado di rispecchiare l’identità protostorica, feudale e mineraria del Centro Sicilia; il secondo con l’autonomia dovuta, sarebbe Unità operativa di base che possa valorizzare al meglio l’unicità e la bellezza del patrimonio greco della città di Gela.  
Le variazione che propone Italia Nostra in poche parole  riguarda la creazione di una quinta Unità operativa di base per la “Direzione Parco Archeologico di Gela”, così come già lo ha il parco e Museo archeologico  regionale di Palermo.
“Tale modifiche, a nostro parere, si rende necessarie per garantire una maggiore chiarezza nella nomenclatura ma anche nell’attribuzione delle competenze. Inoltre, si rendono necessarie in considerazione della vastità geografica e dei collegamenti interni nel territorio di pertinenza, ovvero l’attuale Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta”. Ha spiegato Italia Nostra.
 
“Il Polo regionale di Caltanissetta avrebbe competenza su tutti quei musei e quelle aree archeologiche che documentano non solo una specifica identità protostorica del territorio (Museo Archeologico Regionale di Caltanissetta, Museo Archeologico Regionale di Marianopoli e antiquaria gestiti in convenzione con i Comuni e le associazioni locali, aree archeologiche di Sabucina, Gibil Gabib, Vassallaggi, Palmintelli, Polizzello, Serra del Palco, Monte Balate, Valle Oscura, Monte Campanella, Monte Grande, Piano della Fiera, Dessueri e molte altre aree archeologiche demaniali) ma anche per la sua lunga storia feudale (Castello di Resuttano e Castelluccio di Gela); in epoca più recente, per la storia mineraria (Complesso Minerario di Trabia-Tallarita).
 
Il parco archeologico di Gela  avrebbe competenza sul Museo Archeologico Regionale di Gela, ricchissimo di reperti archeologici di rara bellezza, e sulle aree archeologiche gelesi di Molino a Vento, Bagni Greci, Bosco Littorio (con il futuro Museo della Navigazione Antica) nonché sull’Antiquarium e l’area archeologica di Capo Soprano con le Mura Timoleontee, peculiare esempio di architettura militare del mondo greco antico.
 
“Il Parco diventerebbe – afferma Italia nostra – dunque un grande polo culturale e turistico di forte impronta greca, capace di celebrare al meglio l’antica colonia rodio-cretese, la cui crescita culturale ed espansione territoriale è stata fondamentale per lo sviluppo dell’identità siceliota dell’Isola e per l’ellenizzazione dell’entroterra siciliano. Nel resto del territorio, il Polo Regionale sarebbe in grado di “raccontare” la storia delle popolazioni indigene che vivevano nel Centro Sicilia nel momento in cui, risalendo il fiume Himera dalla costa di Gela, i coloni greci ellenizzarono queste comunità creando una specificità culturale che si riscontra nei preziosissimi manufatti conservati nei musei e negli antiquaria dell’area centro-settentrionale del Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta”.
“Il Polo Regionale -conclude Italia Nostra – potrebbe attivare un sistema virtuoso volto a promuovere in modo efficace ed efficiente l’offerta museale dell’intero territorio, a prescindere dalla proprietà giuridica delle strutture e delle collezioni, valorizzando i numerosi musei (circa una ventina) etnoantropologici, minerari e storico-artistici, che insistono nell’area geografica di riferimento”. 

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