Criminalità giovanile, attentati incendiari e influenza delle organizzazioni mafiose: “Gela, territorio difficile”

“La situazione di Gela è molto grave, è un territorio difficile”.

Così il procuratore generale di Caltanissetta Sergio Lari in occasione dell’assemblea generale della Corte d’Appello di Caltanissetta, dove si è tracciato un bilancio dell’amministrazione della giustizia per il 2016.

A emergere un quadro serio, in cui le problematiche più urgenti del periodo dal 1° luglio 2015 al 30 giugno dello scorso anno nell’intero distretto sono state la scopertura nell’organico giudiziario, in cui si sono contate ben novemila vacanze e la criminalità, con la presenza sempre costante e influente delle organizzazioni mafiose Cosa Nostra e Stidda.

È cresciuto a Gela il coinvolgimento dei minori in attività illecite quali furti, stalking e consumo e spaccio di sostanze stupefacenti. Seria anche la situazione relativa agli attentati incendiari. Uno scenario che compromette il sano sviluppo economico del territorio.

In esame inoltre la situazione degli istituti di detenzione. Sono emerse carenze in ordine agli impianti di sicurezza nella Casa circondariale di contrada Balate, fra i quali quelli antiscavalcamento, videoregistrazione e l’impianto antintrusione. Evidenziata anche la mancanza di spazi da destinare ad attività trattamentali. Aspetto positivo per contro l’assenza di sovraffollamento.

All’assemblea, tenutasi sabato 28 gennaio, erano presenti personalità importanti del mondo giuridico, civile e religioso.

Da Gela il procuratore Fernando Asaro, in qualità di presidente dell’ANM (Associazione Nazionale Magistrati), il presidente dell’Ordine degli Avvocati del foro di Gela Ignazio Emmolo, Antonio Gagliano, presidente del Consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine degli avvocati di Caltanissetta e Gabriella Di Franco, direttrice della casa circondariale di contrada Balate.

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