Crisi Caltaqua. Dipendenti con contratti di solidarietà.

I 182 dipendenti di Caltaqua, la società che si occupa della distribuzione idrica in provincia,accetterebbero, come fanno da quasi tre anni a questa parte, di decurtarsi il venti per cento dello stipendio pur di salvaguardare i livelli occupazionali. Un sacrificio che era stato accettato nel 2012 quando la situazione della società idrica non era florida. Il contratto con la società idrica è scaduto il 31 dicembre, e da allora  i sindacati  hanno proceduto per gradi  nella fase che precede il rinnovo dei contratti di solidarietà. A garantire la copertura finanziaria dei contratti di solidarietà sarebbero i benefici di una apposita legge e le risorse economiche derivanti dalla riduzione degli incassi dovute alla morosità diffusa nel capoluogo e in alcune zone del versante gelese anche se oggi la soglia di chi non paga il tributo, o lo fa con ritardo,  è sceso sotto il dieci per cento. Nel 2012 l’azienda aveva annunciato la mobilità per quarantotto dipendenti (fra tecnici, amministrativi e operai). Il provvedimento era derivato dal blocco dei trasferimenti regionali che aveva ridotto le disponibilità economiche dell’azienda. Dopo proteste e scioperi la mediazione del Prefetto portò ad un accordo, condiviso da tutti, con i contratti di solidarietà la cui validità non può essere procrastinata oltre i tre anni.