Cristo al calvario, Gela in religioso silenzio. Gisana: “Ciascuno porti la croce di chi ci sta accanto”

Un silenzio assordante questa mattina ha accompagnato Cristo e Maria Vergine addolorata al calvario. Una comunità racchiusa in preghiera ha guardato commossa la crocifissione del Signore, morto per salvare l’umanità. Una piazza gremita di gente, come ogni anno in occasione del Venerdì Santo, a testimonianza della grande devozione del popolo gelese. Una tradizione che si arricchisce di simboli cristiani che, soprattutto in questo periodo, i fedeli vivono intensamente; ciascuno in processione ha portato a sguardo basso sulle spalle e nel proprio cuore la croce della sofferenza, della malattia, della povertà, della disperazione. “Il Venerdì Santo trasmette un messaggio importante – ha detto il Vescovo Monsignor Rosario Gisana – che è quello di portare generosamente la croce degli altri. Tra gli uomini deve esserci corrispondenza, ubbidienza alla Parola di Dio, docilità e comprensione. Dobbiamo portare la croce dei giovani per dar loro speranza, per prostrarci all’ascolto e alla consolazione. Dobbiamo portare la croce degli anziani, spesso messi da parte a causa degli impegni, del lavoro. La croce dei poveri, donando loro anche un soldo soltanto. Il dramma degli altri diventi il nostro”. E ancora il richiamo al periodo difficile che la città di Gela attraversa ormai da troppo tempo. “La perdita di lavoro – ha continuato il Vescovo – ha colpito tutto il paese, nessuno escluso. È questo che deve fare il cristiano: portare la croce della disoccupazione di chi ci sta accanto”. A spezzare il religioso silenzio, dopo la benedizione del Vescovo, un lungo e pieno applauso. Ricordiamo ai nostri lettori che alle 15:00 in piazza Calvario verrà celebrata l’ora della Divina Misericordia e alle 16:00 in tutte le parrocchie la memoria della passione di Gesù. Alle 19:00 i marinai deporranno il Cristo dalla croce e, una volta adagiato nell’urna, si scioglierà la processione per le vie della città.