Csag: Corte dei conti contro incapacità dell’Ars per passaggio dei 4 comuni a Catania

Anche la Corte dei Conti, con un report di 70 pagine, ha constatato l’incapacità della Assemblea Regionale Siciliana insieme al Governo Regionale a  concludere la riforma delle ex province, causando un ingente danno economico, oltre che ovviamente enormi i disagi per i cittadini. Questo quanto sottolineato dal Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese).

“Durante i nove passaggi legislativi (LR 7/13, 8/14, 15/15, 28/15, 5/16, 8/16, 15/16, 23/16, 2/17), le comunità di Gela, Piazza Armerina, Niscemi, Licodia Eubea, hanno deciso, rispettando le Leggi vigenti e seguendo le difficilissime prove a cui l’Ars le ha volutamente condotte nella speranza di dissuaderli, di cambiare ente intermedio. Persino le popolazioni dei quattro centri sono state coinvolte, oltre alle delibere infatti hanno dovuto, attraverso un referendum confermativo, convalidare con i loro voti (circa 32.000 elettori si sono recati alle urne in questi quattro comuni) la scelta.” Ha spiegato il Csag

Il Csag sottolinea come le  motivazioni espresse dalla I Commissione Ars “”Affari Istituzionali”, fossero “pretestuose”: garanzie, sui tempi e sui modi per spostare personale, strutture, debiti e quant’altro, attraverso il passaggio di solo 4 comuni da un ente intermedio ad un altro.

Per questa via hanno trasmesso i 4 DdlL con parere negativo della stessa Commissione, per carenza di materiale istruttorio, perché il rischio era quello di creare a suo parere un danno economico. L’Ars  ha così deciso il non passaggio all’esame dei Ddl, «parcheggiandoli in attesa di…» Ha detto il Csag.

“Il danno economico c’è e lo hanno moltiplicato proprio loro. Lo dice la Corte dei Conti, in più aggiungiamo noi c’è un danno alla democrazia, questo difficilmente qualcuno potrà mai certificarlo, perché è di dimensioni eccezionali, così grossolano che neanche in Stati che in molti definiamo poco evoluti, troviamo strafalcioni e imbarazzanti scelte antidemocratiche come quelle che ha effettuato la Sicilia.

Siamo arrabbiati, molto, per le violenze psicologiche subite.  Siamo anche imbarazzati, perché la brutta figura causata dall’ente regione ricade su tutti i cittadini siciliani, indistintamente. Sono solo 90, ma riescono a far apparire 5.000.000 di siciliani come in realtà non sono.”

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