Csag: l’Asp Cl2 trova soltanto scuse per l’ospedale di Gela. Tutto a Caltanissetta

Non c’è futuro per l’ospedale di Gela se l’Hub di riferimento rimane Caltanissetta. Questo quanto sottolineato dal Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese).

“L’Asp Cl2 – ha affermato il Csag-  è impegnata a finanziare continuamente nuovi reparti, ristrutturazioni, macchinari, per il Sant’Elia. Persino i soldi per il giardino dell’ex ospedale di Caltanissetta sono riusciti a trovare, per Gela soltanto scuse per non fare nulla e spesso, si riduce addirittura, come è stato per il centro Trasfusionale. “

“Non c’è futuro perche in questo ambito, quello che i gelesi ripudiano, c’è Caltanissetta che diventata Hub, deve necessariamente attirare i pazienti gelesi al Sant’Elia, per giustificare gli enormi investimenti fatti, ma poi ci sono anche Agrigento ed Enna, che debbono mantenere i loro presidi con svariate centinaia di posti letto”

“Gela, temuta, frenata e lasciata sola nelle sue battaglie di civiltà.” Ha asserito il Comitato

Sesta città della Sicilia per abitanti (75.827), città in cui esistono gravi patologie con incidenze superiori al resto d’Italia, malformazioni, tumori, talassemia, quì incidono più che altrove, purtroppo siamo una delle 16 aree italiane ad essere riconosciuta come area ad alto rischio ambientale.

Il Csag mette in evidenza come  “i gelesi che non si curano a Gela non vanno a curarsi a Caltanissetta ma prevalentemente a Catania,  un residente su tre accede a cure ospedaliere fuori ex provincia.”

“Eppure, concentrano 663 posti letto   a Caltanissetta ed Enna, più del Garibaldi (con 578  posti letto), e  del Cannizzaro (562 Posti letto) di Catania, del Policlinico di Messina (545 Posti letto) e del Policlinico di Palermo (527 Posti letto), solo che Enna e Caltanissetta insieme fanno appena 91.379, non esiste nemmeno il paragone con Palermo, Catania e Messina.”

Gela, come  sesta città della Sicilia, al centro di un bacino di oltre 400.000 abitanti è anche sfornita all’interno del proprio ospedale del Servizio di Farmacia. 

“Gela – ha concluso il Csag- in questa legislatura poteva contare su tre parlamentari regionali: Crocetta, Federico e Arancio. Poteva se solo avessero avuto un minimo di amor di patria, ma non lo hanno”.