Csag: ospedale gelese declassato dall’assessorato alla Sanità

“L’Utin istituita a Gela non solo ad oggi non è ancora partita, ma l’Assessorato alla Sanità la declassa ad Unità Operativa Semplice (Uos) aggregata alla Pediatria” questo è quanto dichiara da Filippo Franzone,  coordinatore del Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese) che considera l’ospedale di Gela come la Cenerontola della Sanità regionale.    “L’unico caso in Sicilia – ha detto Franzone – dove la Ginecologia ed Ostetricia di II Livello è accompagnata da una  Unità Semplice e non Complessa (Uoc). Questo comporterà una riduzione nella pianta organica di questa importantissima struttura, meno medici, meno infermieri, per un servizio meno efficiente. Continuando  a comportare una migrazione di donne in gravidanza che migrano in altri territori, con un evidente danno economico all’ASP 2”. Il Csag, che ha fortemente voluto la L’Unità di Terapia intensiva neonatologica a Gela, ha già spedito una lettera il  12 novembre scorso al Ministero della Salute che sta seguendo la vicenda della mancata attivazione del reparto.  “Attendiamo anche risposte dalla Procura della Repubblica di Gela, ed a breve attiveremo altre iniziative, atte a difendere la sanità dell’area Gelese” ha sottolineato il coordinatore. Anche la Medicina Trasfusionale è stata declassata ad Unità operativa semplice e probabilmente accorpata a Caltanissetta che mantiene l’Unità operativa complessa . Rimane Uoc anche ad Agrigento, Sciacca, Caltagirone, Enna, Patti, Taormina, Siracusa, Ragusa e Trapani. Gli ospedali riuniti Caltanissetta- S. Cataldo-Mussomeli pur servendo meno abitanti rispetto agli ospedali riuniti Gela-Mazzarino-Niscemi, hanno più posti letto, e cioè 3,2 posti letto ogni 1000 abitanti, contro i 2,2 posti letto ogni 1000 abitanti.  “L’altra divergenza riguarda l’UOC tra le due aree, 31 nella zona nord, 21 nella zona sud. Non si spiega come mai l’individuazione del Pronto soccorso di III Livello sia avvenuta per Caltanissetta, mentre a Gela vi sono ben 8.000 prestazioni annue in più ed è di II Livello. La stessa regola non vale per Ginecologia ed Ostetricia, che nel distretto di Gela è di II Livello ed ha 22 posti letto, mentre nel distretto di Caltanissetta che è di I livello vi sono 24 posti letto. Ed ancora più strana è la Pediatria, che concentra 20 posti letto nel distretto 1 e soli 10 nel distretto 2, eppure i residenti da 0 a 14 anni nel distretto di Gela sono 22.762, mentre nel distretto di Caltanissetta solo 18.799. Misteri della sanità siciliana. Che ancora oggi agisce in maniera diseguale tra i territori” ha messo in evidenza il Csag. Altra anomali riguarda la Uoc di Malattie Infettive, a Gela 6 posti letto, la più piccola della Sicilia, a fronte dei 12 di Agrigento, Caltanissetta, Caltagirone, Enna, Marsala, i 14 di Modica, 18 a Ragusa e Siracusa, e 10 a Barcellona Pozzo di Gotto. E anche  l’Emodinamica, presente in tutti i capoluoghi di provincia, è presente anche a Sciacca, Caltagirone, Taormina, Patti, Cefalù, ma non la si può istituire a Gela. Un altro disservizio riguarda le scoperture mediche che da noi possono arrivare all’80%, ciò ha indotto il sindaco Francesco La Rosa a ricorrere allo sciopero della fame. “Prima di pensare alla rimodulazione della rete ospedaliera – ha asserito Franzone – bisogna pensare alla rimodulazione dei territori siciliani. Bisogna assolutamente dare seguito alla L.R. 8/14, dividere la Città Metropolitane dai Liberi Consorzi, rispettare le volontà delle comunità che si sono espresse, in modo tale da avere una giusta divisione dei servizi. Gli ospedali di Gela, Niscemi, Piazza Armerina, Caltagirone e Militello in V. di C., oggi si ritroverebbero all’interno dello stesso distretto ospedaliero, erogando un servizio migliore in distanze molto ravvicinate, evitando inutili e fastidiose migrazioni sanitarie, riducendo la spesa della Regione Siciliana”