Csag: Utin a Gela, individuata nel 2010, aspetta ancora la realizzazione

Siamo nel 2015, e ancora si attendono l’inizio dei lavori per quella Utin (Unità Terapia Intensiva Neonatale) individuata, nel 2010 per Gela, che avrebbe garantito , una dotazione di sei posti letto. Questo è il grido di allarme del Csag (comitato per lo sviluppo dell’area gelese), che si è stato il  promotore dell’iniziativa.
Ricordiamo che  i fattori che riguardano Gela sono: L’alto numero di nascite nella zona del gelese; La notevole distanza dall’UTIN più vicina (85 km con strade impercorribili); L’alto numero di malformazioni neonatali presenti in zona. 
Il Csag ha esortato più volte il Ministero della Salute all’avvio dell’Utin presso il Vittorio Emanuele. E finalmente è arrivata finalmente la risposta da cui si evince chiaramente che, il Ministero, sentita la Regione, avrà tempo  fino a dicembre del 2016 per completare la rete materno-infantile siciliana,  mentre il Decreto Assessoriale del 10 dicembre 2013, prevedeva come data ultima per il completamento della rete materno-infantile , il 31 dicembre 2014.
Un continuo rimpallo e spostamento di date che non giova all’organizzazione siciliana né tantomeno alla popolazione”, scrive il Csag
 “Se credono – ha comunicato il Casag – di logorare i gelesi, nella speranza di rinunciare a questa importante struttura, per poi farli spostare per riempire, e quindi giustificare, strutture altrimenti non necessarie in altri territori, si sono sbagliati di grosso”.
Nel febbraio 2015, il programma televisivo “Mi Manda Rai Tre”, fece un servizio sull’UTIN di Gela, su invito del CSAG, allora il Direttore ASP 2 Carmelo Iacono dichiarò che entro dicembre i locali potevano essere pronti. Siamo già a luglio del 2015, non si è ancora iniziato.
Anche il 17 febbraio 2015, c’è stata una audizione alla VI Commissione Sanità dell’ARS, alla presenza del Direttore ASP 2 e dei componenti CSAG, anche in quella occasione, il Presidente della Commissione, Pippo Di Giacomo, promise tempi celeri.
Siamo al 3 luglio 2015 e tutto Tace. L’unica nota positiva, della risposta del Ministero, è la seguente: 
“Si assicura che il Ministero della salute ed il Comitato Percorso Nascita Nazionale, nell’ambito delle azioni richieste per l’attuazione dei piani di rientro, valuteranno le scelte strategiche relative alla riorganizzazione del percorso nascita ed alla tempistica delle realizzazioni del percorso nascita ed alla tempistica delle realizzazioni dichiarata dalle Regioni, a garanzia delle madri e dei neonati.”
“Non si può però rimanere -sottolinea il Csag – in eterno ad aspettare che, chi rappresenta la comunità gelese prenda finalmente le difese del proprio territorio”. L’Utin, individuata nel 2010 come Unità Operativa Complessa, sede dei servizi Stam  e Sten  (servizi per l’accompagnamento delle partorienti con gravi difficoltà e dei neonati con complicanze gravi), ha via via perso importanza.
Prima il declassamento ad Unità Operativa Semplice, poi la cancellazione dei servizi Stam e Sten, spostati su Enna, diventata nel contempo sede di riferimento per l’Utin delle ex Province di Caltanissetta ed Enna, nel silenzio più totale dei rappresentanti dei gelesi che altro non rappresentano se non se stessi.”, conclude il Csag che mette in evidenza come Gela ed i comuni viciniori, abbiano  un bisogno atavico di servizi, soprattutto ospedalieri, e mentre a Palermo si discute, in Sicilia si muore per strada dentro una ambulanza.

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