Cyberbullismo in crescita. Pira: le conseguenze potrebbero essere devastanti

Gli episodi di bullismo non avvengono solamente durante la pausa a scuola, ma i soprusi succedono anche nello spazio virtuale dei media virtuali, utilizzati per diffondere messaggi, filmati e immagini. Il cyberbullismo è un fenomeno in crescita, e sebbene non comporti una violenza o altre forme di coercizione fisica come il bullismo, è finalizzato ad infastidire e offendere la vittima. Cyberbullismo, assieme a sexting, messaggi sessualmente espliciti, rappresentano pericoli seri per gli adolescenti. “Occorre quindi una forte presa di coscienza e la conoscenza condivisa di opportunità e pericoli che arrivano dal web in generale e dai social in particolare. Perchè le conseguenze possono essere devastanti”. Lo ha riferito il sociologo Francesco Pira, docente di comunicazione all’Università di Messina, che è intervenuto più volte sulla questione. Pira è stato ospite qualche giorno fa di Times Square, trasmissione di approfondimento giornalistico della nuova emittente italiana Agon Channel che trasmette dalla capitale dell’Albania, Tirana. “Il 99% degli adolescenti è on line – ha detto il sociologo – il 36% dei ragazzi dice di conoscere qualcuno che fa sexting o che posta contenuti sessualmente espliciti e dichiarano di inviare oltre cinquanta messaggi al giorno whatsapp. I social per i più giovani rappresentano un universo relazionale. Nel rapporto con i genitori molti studi dimostrano che a fronte di una minore libertà fisica concessa ai ragazzi, i social diventano il luogo segreto dove sfuggire alle regole degli adulti”. Il fenomeno si sta diffondendo in Italia e all’estero e coinvolge ormai quasi la metà dei ragazzi italiani. “Per divertimento” o “per scherzo” è la loro motivazione. Purtroppo però  iniziano a non essere rari gli episodi di sexting e cyberbullismo che coinvolgono anche i bambini, prima ancora che inizino la scuola superiore. Le scuole dovrebbero portare avanti progetti che prevengano questi fenomeni, ma è fondamentale che ci sia la collaborazione tra docenti e famiglia: agli adulti, genitori e insegnanti, spetta la responsabilità di una maggiore attenzione su comportamenti che sono campanelli d’allarme e spesso nascondono episodi più gravi su cui è fondamentale intervenire in tempo.

 

 

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