Da domani tre giorni di campeggio No Muos. Gli attivisti chiedono la smilitarizzazione dell’isola

Al via dal 6al 9 agosto il terzo campeggio No Muos. Dopo il sequestro dell’impianto satellitare statunitense di Niscemi, gli attivisti chiedono  la smilitarizzazione della Sicilia. Ancora  una volta il presidio é in in contrada Ulmo. “Dopo anni di lotte e pressioni popolari il Muos è sotto sequestro. C’è stato il tempo per festeggiare un risultato che senza la mobilitazione collettiva non si sarebbe mai ottenuto. Eppure noi rimaniamo vigili e cauti: troppe volte abbiamo assistito a inganni, raggiri e false promesse per poterci dire del tutto soddisfatti. Il nostro obiettivo resta lo smantellamento non solo dello stesso Muos ma anche dell’intera base americana che ha sventrato quel che resta della Sughereta” , hanno comunicato gli attivisti. In c.da Ulmo da più di vent’anni, sono installate le quarantasei antenne Nrtf, le cui radiazioni costituirebbero , non solo un permanente pericolo per la salute pubblica ma il più palese esempio di militarizzazione della Sicilia. Quest’anno è il centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale e dal 6 al 9 agosto cade anche un altro tragico anniversario: il lancio delle bombe atomiche americane su Hiroshima e Nagasaki.” Ricorrenze significative alle quali dedichiamo il 3° campeggio No Muos, all’insegna dell’opposizione a qualsiasi attività militare”. Affermano i No Muos, che sono  stati i primi a denunciare gli scempi che avvenivano al Cara di Mineo, tra i primi a chiederne la chiusura ben prima che il fetore di Mafia Capitale fosse manifesto. “Le condizioni di detenzione dei migranti sono ormai note”, hanno detto gli attivisti. 

“Siamo stati a Kobane, dove si è registrata l’unica reale vittoria sui terroristi dell’Isis. Abbiamo partecipato e siamo stati solidali con la resistenza dei guerriglieri e delle guerrigliere curdi del Rojava e siamo impegnati a sostenere la ricostruzione di Kobane. Intanto dovevamo subire la colossale menzogna che il Muos potesse servire per contrastare l’Isis, bugia raccontata da molti guerrafondai durante l’avanzata dell’esercito islamista in Libia”, hanno sottolineato gli attivisti.  

Articoli correlati