Dai buoni pasto arretrati agli stipendi in ritardo per gli infermieri: Nursind contro Asp nissena

Buoni pasto arretrati, recupero ore, straordinari in ritardo: il Nursind alza la voce contro l’Asp nissena
“Lavoratori esasperati, subito le spettanze o pronti a ricorrere ai decreti ingiuntivi”

Ci sono straordinari e indennità in ritardo, buoni pasto arretrati non ancora pagati, e c’è il mancato conteggio del tempo impiegato dagli infermieri per consegna e di svestizione, che per contratto va recuperato ed anche la mancata attivazione della banca delle ore per un cavillo amministrativo. Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, alza la voce per rivendicare tutta una serie di diritti dei dipendenti dell’Asp nissena.

La segreteria aziendale dell’ospedale di Mussomeli formata da Carmela Augello, Tanino Antinoro, Giuseppe Mantio ha chiesto un incontro alla Direzione del presidio ospedaliero per discutere proprio di alcuni di questi punti.
I dirigenti della segreteria aziendale spiegano che solo a Mussomeli ci sono un centinaio di dipendenti e che i buoni pasto che ognuno deve ancora riavere variano da 7 a 10 in media al mese per un costo di 5,16 euro ciascuno.

Il segretario territoriale del Nursind, Giuseppe Provinzano, ricorda che “il contratto integrativo aziendale prevede che il tempo per il passaggio delle consegne e la svestizione, fino a venti minuti, così cime le ore in eccedenza, possono essere inseriti nella banca dele ore e recuperati l’anno successivo”. Ma per farlo gli uffici amministrativi degli ospedali periferici hanno bisogno del via libera da parte della dirigenza dell’Asp, che ancora non è ancora arrivato.

Il problema dei buoni pasto arretrati e che riguarda tutti i dipendenti dell’Asp. “Ad oggi – dice ancora Provinzano – attendiamo delle risposte certe. Il direttore amministrativo uscente, più volte sollecitato su questa problematica, aveva inviato una nota ai responsabili delle sedi amministrative ospedaliere e territoriali e dicendo ci procedere immediatamente con la distribuzione dei buoni pasto. I risultati li abbiamo visti, è stata fatta una elemosina ai dipendenti”.

Tra l’altro nel 2016 è stato siglato il contratto integrativo che prevede che i buoni pasto spettino non solo al personale turnista o che effettua il rientro pomeridiano, ma anche al personale che effettua un doppio turno e che comunque supera le 8 ore di lavoro. I lavoratori chiedono che l’ampliamento della platea di beneficiari venga calcolata dal momento della firma del contratto, cioè da giugno 2016 e non a partire da gennaio 2017.
Altra questione da affrontare con l’Asp nissena è quella delle indennità e straordinario a vario titolo che dovevano essere pagate a febbraio e che sono slittate. “È stato remunerato solo il 45 per cento delle spettanze di dicembre 2016 – dice Provinzano – che vanno dalle indennità notturne allo straordinario. Il direttore amministrativo uscente aveva dichiarato che il restante 55 per cento del mese di dicembre 2016 sarebbe stato remunerato con una parte di fondo della produttività. Ma a conti fatti questo fondo non basta per pagare un terzo delle rimanenze”.

Stesso identico discorso vale per le indennità del mese di dicembre 2017. “I lavoratori hanno detto basta – conclude Provinzano – non è possibile che ogni ano debba ripetersi questa situazione. Nel breve tempo i dipendenti sono pronti a procedere con le ingiunzioni di pagamento per recuperare le somme spettanti”.