Dal “Salone del Libro “di Torino, la nostra inviata “A passo d’uomo”

Si è tenuto oggi, alle 12 presso la sala Gialla l’incontro con Francesco De Gregori in occasione della presentazione del suo volume “Apasso d’Uomo”.

De Gregori si racconta, per la prima volta, e lo fa attraverso una serie di conversazioni condotte dal giornalistaAntonio Gnoli.

Una successione di emozione, reminiscenze e pensieri da cui emergono la sua vita e il suo mondo in cui l’intima intelligenza delle canzoni, intrecciata indissolubilmente con la storia tutta italiana, si rivelano il substrato perfetto per la nostra esistenza.

Libro- intervista che poi intervista non è. Un dialogo intimo ma di grande libertà che dipana parzialmente l’alone nebuloso di mistero-riservatezza-sobrietà che ha caratterizzato la carriera dell’artista.

 

Si discute di vita e arte, di musica, di bellezza e filosofia, di Religione, politica e anche di letteratura.

De Gregori, d’altro canto, è figlio di un bibliotecario che è a sua volta figlio di un altro bibliotecario; gli piacciono Aldo Buzzi, Kafka, Dostoevskji, ha letto “due volte e mezzo” l’Ulisse di Joyce e dichiara che si azzarderebbe a leggere Proust solo se fosse rinchiuso per un mese in uno stabilimento termale.

“A passo d’Uomo” ha la pretesa di essere un libro leggero ma contornato da una storia importante e drammatica, che fa eco in tutto il volume per rendersi imponente sul finale: l’uccisione dello zio, Francesco De Gregori, un partigiano fucilato non dai suoi nemici dichiarati ma dai partigiani comunisti durante una delle pagine drammatiche della seconda guerra mondiale e della resistenza partigiana nel Friuli Venezia Giulia.

Si può quindi facilmente immaginare questo libro come se fosse incorniciato, all’inizio e alla fine, da due storie molto private sulle quali l’artista non si è ma espresso con una serie esauriente di dettagli. Un libro che si chiude con un’apertura perché è un po’come se non si chiudesse veramentedel tutto seguendo quella scia che poi è il cardine su cui fa perno tutto il libro: la non reticenza.

 

Un libro libero, inaspettato in cui l’autore imprevedibilmente cambia scenario, cambia le quinte, si sposta, riprende l’argomento alcuni capitoli dopo lasciando nel lettore un senso benefico di spiazzamento.

Difficile classificarlo, mi si chiede ma questo libro dove lo mettiamo? mettiamolo sotto l’albero di natale” . Un libro in cui il dialogo e la conversazione intendono andare al di là del chiacchiericcio.

A quel parlare che è diventato mero umore di fondo permanente ed inconsistente si contrappone il tentativo dell’autore di alzare un po’il tiro creando un territorio senza schemi e preclusioni in cui parlare affabilmente di tutto e dando, solo al finale dei baricentri ed una forma spontanea.

 

“…e vado per la vita a passo d’uomo

altra misura non conosco altra parola non sono.

 

1462798371617.jpg-- passo d uomo   il libro autobiografico di francesco de gregori