Dal “suocero nobile” alla “commedia”. Questo è il Pd di Gela, che ha fatto allontanare gli elettori

Da una parte il ” suocero nobile”, dall’altra la “commedia”.  Da una parte il segretario Giuseppe Di Cristina, dall’altra il neo segretario Fabio Collorà. Ed ecco botta e risposta delle due parti del Pd di Gela. Un partito che piuttosto che puntare all’unione e alla apertura per combattere  quella che spesso hanno giudicato una politica fallimentare del Movimento Cinque stelle, si mostra più diviso che mai. Oggi con il contro congresso celebrato al teatro Eschilo di Gela, il Partito democratico ha rimarcato la sua separazione. Da un lato il Pd renziano, che asserisce di essere l’unico partico democratico in città, e che oggi ha eletto come segretario Fabio Collorà, e come presidente il medico Giuseppe Ferrara, che è tra i fondatori del partito. Dall’altro lato il Pd di Gallè e di Raciti, che ha eletto un paio di settime fa come segretario Giuseppe Di Cristina e come presidente Claudia Caizza. “Il nostro l’unico Pd della città e non fa accordi con la giunta e questa chiederà appena possibile la sfiducia”. Ha detto il neo eletto Collorà durante il contro congresso che è stato appoggiato da due pezii grossi del Pd, il deputato del pd all’Ars Luca Sammartino e il presidente dell’assemblea regionale Giuseppe Bruno. Un congresso contro il congresso che ha eletto Di Cristina e in cui è emerso quell’accordo Speziale-Donegani,  e in che è stato contrastato dall’altro Pd, quello riferente all’ex sindaco Angelo Fasulo. “Prima di essere presente a Gela sono  stato più volte invitato a non partecipare all’evento di oggi. Ma questo che è presente qui è il vero Pd, qui si rispettano le regole e ci si distingue per i padri nobili e non per i suoceri nobili”, ha detto Giuseppe Bruno.  Il riferimento è all’ex deputato Lillo Speziale, ma il segretario dell’altro Pd non ci sta e aspetta il parere degli organi di garanzia. Di Cristina ha giudicato il congresso di stamani una provocazione. E per quanto riguarda il riferimento al suocero, Di Cristina ha commentato che l’attacco è andato ad un  gruppo dirigente che  ha creato un modello in grado di vincere quando il partito perdeva nel resto dell’isola. Intanto le due parti del partito generano solo una confusione, che rischia di allontanare la gente ulteriormente, così come ribadito dal leader dei Coraggiosi Fabrizio Ferrandelli, a cui in città hanno aderito il presidente del consiglio Alessandra Ascia e il consigliere Salvatore Gallo. La gente si è allontanata dal Pd e il risultato è l’elezione del movimento cinque stelle. La gente si aspetta un partito forte, aperto e unito per combattere la politica fallimentare pentastellata, ha detto Ferrandelli.