Palermo, danneggiato busto di Giovanni Falcone

Il busto di Giovanni Falcone

Palermo sarà la capitale della cultura; a Palermo si svolgerà Manifesta (la più importante biennale d’arte contemporanea d’Europa); il centro storico arabo-normanno di Palermo è patrimonio UNESCO; a Palermo sfilano importanti stilisti mondiali donando ulteriore lustro ad una città che sembra aver dato una scrollata alla sua immagine fatta di coppola e lupara, e aver vestito gli abiti sfarzosi delle città d’arte europee.

Ma a Palermo succede ancora che nei quartieri periferici, stavolta allo ZEN per la precisione, il busto del giudice Giovanni Falcone, collocato davanti alla scuola che del giudice porta il nome,  venga vandalizzato, distrutto, decapitato, usato come ariete per sfondare il portone di un scuola. Ma non è tutto: poche ore dopo, davanti la scuola Alcide De Gasperi, viene bruciato un cartellone contenente un’immagine di Giovanni Falcone.

Due eventi che confermano quanto, a distanza di 25 anni anni, facciano ancora paura quei nomi, quei volti, simbolo di una Palermo e di una Sicilia nuova, desiderosa di libertà, giustizia e onestà.

Due episodi sconcertanti, due episodi che difficilmente possono essere catalogati come ragazzata; due episodi che scalfiscono ancora una volta, ancora più a fondo l’anima di una città che a fatica prova a riemergere, che a fatica prova a dare di sé un’immagine diversa, nuova e che prova ad attrarre (con successo confermato dai numeri) sempre più turisti, attratti dalle bellezze che la città offre e dalla promessa che Palermo è cambiata, che Palermo è sicura.

Commenti pieni di sdegno sono giunti da tutte le più alte cariche politiche: “Oltraggiare la memoria di Falcone non basterà a oscurare la sua grandezza. A Palermo gesto ignobile e vigliacco”, ha scritto la presidente della Camera, Laura Boldrini, in un tweet; “Abbiamo una certezza, non illudetevi: ogni volta che proverete a infangare la memoria di uomini come Falcone noi la proteggeremo. E ogni volta che distruggerete una statua saremo pronti a ricostruirla”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso; “Oltraggiare la memoria di Falcone è una misera esibizione di vigliaccheria”, ha scritto su Twitter il premier Paolo Gentiloni.

Ma la vera risposta spetta ai cittadini di Palermo. Oltraggiati ancora una volta.