Dare il nome di cinque personaggi di Gela alle vie della città, la proposta è dello storico Mulè

Si torna a parlare di toponomastica.

È dello storico Nuccio Mulè la richiesta formulata e rivolta al sindaco Domenico Messinese e al Presidente della Commissione consiliare per far denominare delle strade a cinque personaggi di Gela che lentamente corrono il rischio di essere dimenticati dalla collettività, se già non lo sono stati.

Si tratta dei nomi dell’Onorevole Nino Occhipinti, di Gaetano Di Bartolo Milana, del Tenente dell’Esercito Italiano Luigi Casciana, del professor Nunzio Vicino e di Giuseppe Corrao.

“Tutti loro – scrive Mulè – per le loro azioni a favore della storia, della cultura e del sociale, meritano di essere ricordati nella più remota posterità. L’individuazione di tali personaggi è nata da una mia ricerca che ha portato alla realizzazione di curricoli, tali da identificare delle azioni sia sotto l’aspetto culturale sia su quello umano. Tali curricoli sono stati messi a disposizione del Sindaco e della Commissione consiliare, affinché possano valutare ed esitare positivamente questa richiesta”.

Più nello specifico, Nino Occhipinti fu Deputato e Assessore all’ARS nel 1955, consigliere comunale di Gela nelle file del PSDI, Sottosegretario di Stato per l’Interno dal 28 marzo 1979 al 3 agosto 1979 nel V Governo Andreotti.

Gaetano Di Bartolo Milana, di idee anarchiche e socialiste, fu giornalista di testate regionali e nazionali nonché uno degli artefici del Partito Anarchico Italiano. Durante il Ventennio fascista, ritenuto sovversivo e pericoloso per il regime, ebbe diverse restrizioni della sua libertà fisica. Prima dello sbarco Alleato fu delegato a rappresentare a Gela il Comitato di Liberazione Nazionale.

Luigi Casciana fu sottotenente del 76° Fanteria dell’Esercito Italiano, il 13 luglio del 1920 a Trieste ebbe l’ordine di proteggere con un drappello di soldati un gruppo di persone di minoranza etnica, alloggiate all’Hotel Balkan, da un’azione di protesta italiana guidata da un manipolo di squadristi. Durante questa protesta, però, dall’edificio furono sparati diversi colpi d’arma da fuoco e lanciate alcune granate. Delle schegge lo colpirono a morte. Il suo nome compariva, insieme a quello della Medaglia d’Oro Giovanni Guccione, su una stele eliminata nel 1953 e posta sul marciapiede di Piazza San Francesco, di fronte via Pisa.

Nunzio Vicino fu una spiccata figura di educatore nella scuola, combattente nell’ultima guerra e valente cultore e scrittore di patrie memorie, si distinse in particolare per aver divulgato la storia della “Battaglia di Gela”, oltre ad altre pubblicazioni a cui spesso si sono riferite autori a livello nazionale. Agli inizi degli anni Settanta, ricevette l’ambito “Premio della Cultura” della Presidenza del Consiglio dei Ministri e fu il primo in assoluto a denunciare le stragi americane in Sicilia.

Giuseppe Corrao fu un valido e raffinato scrittore, cantore della poesia vera. Come amatore della letteratura, della storiografia locale e delle tradizioni, lasciò molte opere, anche di carattere sociale. Nel 1990 ricevette il “Premio per la Cultura” della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Ci si augura veramente – ha concluso Mulè – che la commissione tenga nella dovuta importanza la suddetta richiesta, non fosse altro per tramandare la memoria di questi personaggi e prima che l’oblio ne elimini il ricordo”.