De Andrè, per non dimenticare. Dai diamanti non nasce niente ..dal letame nascono i fiori.

 

Il 18  febbraio del 1960 nasceva Fabrizio De Andrè,  detto Faber.  Ci ha lasciati l’11 febbrario del ’99. Il  cantautore genovese, è considerato il  piu grande poeta, chansonniere  per eccellenza , la voce degli ultimi, dei vinti ,degli sconfitti e degli illusi. Il cantautore degli emarginati di tutti i tempi. Nelle sue canzoni emerge  il coraggio e l’impegno  di descrivere i mondi degli  emarginati , degli indesiderati  dalla bella società perbenista.
Un mondo di poesia e di estrema solitudine che Fabrizio amava in silenzio lontano da tutti  per creare le sue canzoni. Considerato l’intellettuale, l’impegnato, l’anarchico  a tratti borghese,  individualista, schivo,  e  sempre in direzione contraria ostinata per disperazione . Ancora  ironico, provocatorio  come in Don Raffae’ sfidava gli occhi  e il cuore del potere e della politica italiana. Influenzato dai songwriter  Bob Dylan e Cohen, De Andre’ subisce il fascino del chansonniere George  Brassen.  
De Andrè ha rotto rompe gli schemi della canzonetta italiana. Una canzone che sa’di ballate folk con i volti più estremi della quotidianità. Un viaggio musicale tra genio e follia,nei fiori del male di Baudelair, tra i vangeli apocrifici in La buona Novella e l’antologia di Spoon River tradotti in Non al denaro, nè all’amore ,nè al cielo,   fino ai canti dei pastori sardi alla voce di Cecco Angiolieri. Per poi  perdersi tra l’eco  delle voci di giovani prostitute che vendevano l’amore come in Bocca di rosa e In via del campo o la perduta nostalgia della Canzone di Marinella portata al successo da Mina. Contro la mala politica, l’arroganza del potere, la mala democrazia De Andrè sognava un mondo più giusto contro le bassezze e gli inganni del potere. L’album “Storia di un impiegato” ha la rivoluzione dentro in battaglia . È  un disco non compreso  anche dalla critica musicale di quei tempi: accusato di far politica , influenzare le masse e di incitar al terrorismo. Canzoni come il Bombarolo, la Bomba in testa, o la canzone del Maggio  con i versi “ voi non avete fermate il tempo gli avete fatto perdere tempo. L’Impiegato che si confronta con il moto rivoluzionario dei sessantottini nonostante il suo posto occupato. Anni dopo De Andrè sara’ compreso da critica e dal pubblico che lo aveva considerato negativo e dal messaggio oscuro. Sposa nel 1989 la cantante Dori ghezzi  compagna che lo seguirà  nel suo viaggio, insieme in vita con amore e dedizione donandole il figlio Iuvi (secondo figlio dopo Cristiano, avuto dalla prima moglie). Entrambi i figli presenti come violinista e cantante in alcuni suoi concerti,  quei pochi da lui realizzati per pigrizia e per una sfrenata paura del pubblico. Collabora con  Massimo Bubola, Fossati,  la Pfm, Mauro Pagani, il grande amico Paolo Villaggio co autore di alcune canzoni come il Fannullone, Carlo Martello ritornava dalla Guerra. Un’amicizia nata dopo il dopoguerra dove Villaggio ricorda t tempi della fame , della voglia di riscatto, delle  navi da crociera dove si andava a cantare e magari si poteva incontrare anche Berlusconi. De Andrè Il cantautore della scuola genovese insieme a Bindi , Lauzi e Tenco. A quest’ ultimo molto legato, dopo la sua morte pubblicherà  la canzone preghiera in gennaio. Ecco alcuni versi:
 
Fate che giunga a Voi 
con le sue ossa stanche 
seguito da migliaia 
di quelle facce bianche 
fate che a voi ritorni 
fra i morti per oltraggio 
che al cielo ed alla terra 
mostrarono il coraggio
 
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12755440 10205834621567124 122265504 o
 

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