Fare della Piana di Gela una macro Area C, per il rilancio del settore agricolo

La Piana di Gela sia dichiarata Macro Area “C”, area svantaggiata che comporterebbe iniziative di agevolazioni del settore agricolo, specie per i giovani che vogliono intraprendere attività nella sfera agroalimentare nel territorio gelese. Questo quanto ha chiesto  l’amministrazione e il Consiglio Comunale della città del Golfo al Ministero delle Politiche Agricole.

Al ministero erano presenti il Sottosegretario Giuseppe Castiglione, il sindaco di Gela Domenico Messinese, l’assessore allo Sviluppo Economico Simone Siciliano, promotore dell’incontro, ed il consigliere comunale Vincenzo Giudice, in rappresentanza della Commissione Consiliare allo Sviluppo Economico composta, tra gli altri, da Angela Di Modica, Antonio Torrenti, Carmelo Orlando ed Anna Comandatore. Giudice, che era lì anche in rappresentanza della Presidenza del Consiglio Comunale, ha sottolineato ai vertici del Ministero i dieversi problemi del comparto agricolo, come l’annosa carenza della dotazione idrica. In modo particolare il consigliere ha presentato l’atto, costruito con la partecipazione delle associazioni di categoria, dell’Ordine degli Agronomi, e della Riserva Naturale del Biviere, votato in Consiglio Comunale, sulla volontà espressa di voler ricollocare appropriatamente e motivatamente il territorio della Piana di Gela come Macro Area “C”.

L’assessore Siciliano ha anche avuto modo di illustrare, per grandi linee, il piano per mettere a sistema tre grandi realtà mai decollate e che oggi potrebbero rappresentare una soluzione praticabile per il rilancio economico del territorio.
“L’idea – ha spiegato il vice sindaco – è quella di un contratto di Sviluppo per recuperare i progetti ‘Campi di Sicilia’, ‘Ciliegino’ e la Green Refinery in una circolarità che garantirebbe programmabilità dei risultati e circolarità delle risorse: dalla produzione per usi alimentari fino al riuso degli scarti di lavorazione come carica primaria per la produzione di biocaburanti”.

“Tracciamo un bilancio positivo dell’incontro – hanno affermato al termine i partecipanti – per la volontà espressa dal Ministero di voler sponsorizzare l’iniziativa in un percorso strutturato di rilancio del comparto agroalimentare come alternativa sostenibile e complementare al settore industriale, nell’ottica di realizzare il primo caso pratico di applicazione dei concetti di economia circolare, partendo proprio dalla riclassificazione dell’area agricola, nel rispetto della tutela ambientale messa a rischio dallo spopolamento delle campagne. Su tutti – hanno auspicato infine -, giocherà un ruolo fondamentale la Regione Siciliana che potrà facilitare la volontà espressa dal Consiglio Comunale, oppure rappresentare l’ennesima zavorra che condizionerà il destino del nostro territorio.”