Hanno detto di no alla mafia gelese e saranno cittadini onorari

Hanno detto di no alla Mafia gelese ed è per questo che il sindaco Domenico Messinese ha deciso di conferire loro la cittadinanza onoraria, anche se l’ultima parola spetta al consiglio comunale.

Due originari di Agrigento, e uno del Varesotto hanno trascorso un periodo della loro vita durante la storia più buia di Gela. Si tratta dell’agrigentino Nino Miceli titolare di una rivendita d’automobili, che alla fine degli anni ’80 diventò vittima degli estortori, fino a quando non decise di denunciare. Quelli erano gli anni di una Gela protagonista di una guerra tra clan con sparatorie e più di 90 morti ammazzati. La denuncia di Miceli ha portato ad una maxi inchiesta e al ritrovamento del libro mastro con i nomi degli imprenditori della città taglieggiati. L’indagine è culminata con l’arresto di 49 affiliati alla mafia.

La seconda cittadinanza onoraria andrà al colonnello lombardo Mario Mettifogo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento. Il colonnello Mettifogo, dal 1989 al 1993 è stato a capo del nucleo operativo e della compagnia territoriale di Gela nel periodo clou del mafia. Tante le indagini, in relazione al racket delle estorsioni operate da Cosa Nostra e dalla Stiddra, di cui il colonnello si occupò divenendo punto di riferimento per i cittadini. Furono proprio i carabinieri a portare avanti diversi blitz antimafia.

La terza onorificenza va all’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada che è stato titolare di un’azienda impegnata tredici anni fa in un appalto pubblico bandito dal Comune. Anche lui decise di denunciare gli estortori che gli avevano chiesto soldi per le attività di realizzazione di un impianto di pubblica illuminazione nella zona di Manfria.

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