Disastro ambientale Eni: 22 rinvii a giudizio per amministratori e società. Lotti: indagine obiettiva e puntuale

Un rinvio a giudizio per 22 soggetti appartenenti a Eni Spa. Questo il risultato delle indagini, durate dieci anni, nei confronti della raffineria di Gela, e che per la prima volta hanno riguardato la contestazione di responsabilità anche dell’ente raffineria. Questo è quanto riferito stamani dal procuratore capo della Repubblica Lucia Lotti. L’indagine  di natura ambientale che portera al rinvio a giudizio di numerosi dirigente Eni, alcuni dei quali dovranno rispondere di disastro innominato, è stato suddiviso per aree e contaminazioni di  diverse matrici, e che hanno riguardato emissioni fuggitive, pet coke, terreno, mancanza di bonifiche, ipotesi danneggiamento e contravvenzione codice dell’ambiente. Contestato anche la responsabilità all’ente raffineria, oltre che alle singole persone.
La sintesi di accertamenti nel corso di questi anni hanno riguardato anche emissioni in  atmosfera, inquinamento del terreno delle aree di pertinenza sia della raffineria di Gela che della Piana di Gela, e la contaminazione delle acque. Le indagini della Procura,  si aggiungono ai due procedimenti in corso e cioè le due azioni in sede civile: una riguardante la richiesta di risarcimento e chiusura dello stabilimento, da parte di privati; l’altra l’accertamento tecnico preventivo di connessione tra malformazioni e inquinamento. 
“Nei dieci anni di riferimento, vi sono gli elementi certi di queste contestazioni, con tanto rivelazioni che  provengono direttamente dal gestore agli organi di controllo”. Ha detto il procuratore Lotti, che ha sottolineato come una cosa importante sia il profilo soggettivo, perché quando si parla di azienda anche questa risponde di determinati fatti. “Abbiamo dovuto ricercare gli quali elementi sui quali di fondasse l’accusa, in un territorio  che è ad elevato rischio , e  ciò che  a valle in termine di qualificazione è  stato messo è insufficiente per il risanamento ambientale”
Per le indagini sono  state acquistate tutte le conferenze di servizi a iniziare dal 2003 per attestare ciò che è stato fato per le bonifiche, essendo Gela come sito Sin. Bonifiche che spettano solo al soggetto gestore di attività . Tra  i reati contestati, come già detto, anche quello di distrastro innominato che prevede una pena fino a 12 anni. 
“Quello che abbiamo ricostruito è pienamente obiettivo e puntuale,  abbiamo anche registrato come  difettano delle informazioni fondamentali, come quello dei finanziamenti per le bonifiche, nessuna traccia della delibera di finanziamenti per bonifiche,  che spettano solo all’ente gestire. Quando si esercita un’azione penale come questa, deve essere informato il ministero dell’Ambiente, sia quello  della Salute, che delle Politiche agricole, e stabilire il pericolo per l’incolumitá”. Al rinvio a giudizio seguirà un’udienza preliminare con costituzione di parte civile . “L’inchiesta è partita da segnalazioni  sia da parte di enti pubblici, che da parte di privati su una situazione che seppur evidente deve basarsi su inchieste oggettive”. Ha detto il procuratore. Le indagini comprendono  due grossi incidenti probatori, incidenti per malattie professionali per amianto, altri singoli procedimenti in maniera ambientali come sversamento, incendi,  topping.
 
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