Dislessia: Gela supera la media nazionale. Un’incidenza da non sottovalutare

Su un campione di novecentoventiquattro prove ben trecentocinquantacinque sono state segnalate. Un risultato da non sottovalutare che richiede un intervento mirato e urgente, a partire dalle istituzioni scolastiche. Sono stati questi i numeri a cui ha condotto uno screening sulla dislessia effettuato nelle scuole gelesi grazie alla sinergia delle associazioni locali “Il tempio di Apollo”, “Carpe diem” e “Apprendimentiamoci” e volto ad analizzare l’incidenza del fenomeno e a valutare anche le strategie di intervento. È ciò di cui si è parlato nel corso di un convegno che si è svolto al Convitto Pignatelli e che ha visto la partecipazione delle dottoresse Maddalena Salerno, Mariangela Tandurella, della pedagogista Giusi Rinzivillo, del legale Rocco Scicolone nonché degli altri volontari delle associazioni coinvolte. Un disagio molto frequente quello della dislessia che si riscontra nei bambini sin dai primissimi anni di età scolare e su cui esiste ancora poca informazione. Un problema spesso isolato dalle famiglie stesse che vivono con imbarazzo certe difficoltà dei figli. Il bambino o il ragazzo dislessico non ha nulla in meno rispetto agli altri né tantomeno presenta capacità limitate. I soggetti con questo disagio necessitano soltanto di un intervento didattico personalizzato che miri a garantire un adeguato apprendimento. Importante, dunque, è in tal senso l’attività didattica e docenti preparati a saper affrontare il problema per non inibire lo sviluppo e la formazione degli studenti dislessici. Al convegno erano presenti anche i dirigenti scolastici e i referenti degli istituti della città.

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